ANNO 16 n° 273
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Bar e ristoranti si ''accende'' la protesta
Ieri sera serrande alzate oggi la consegna delle chiavi al sindaco. Bianchini: ''Vogliono farci fallire, non ci svenderanno''

VITERBO – ''Ho acceso le luci di questa osteria per l'ultima volta. L'ho accese in segno di protesta perché questo Governo ci ha reso schiavi di una situazione economica che ci sta devastando''. Lo ha detto Paolo Bianchini tra i promotori della manifestazione Risorgiamo Italia che ieri sera ha coinvolto 180mila tra operatori della ristorazione e dell'ospitalità in tutt'Italia. A Viterbo bar e ristoranti in centro, a San Lorenzo, lungo il corso in via Garibaldi e piazza del Plebiscito, alle 21 hanno acceso le luci per l'ultima volta.

''Una protesta – ha spiegato Bianchini – nata dal basso. Ci siamo ritrovato con un gruppo di persone su whatsapp e zoom e abbiamo creato in poco tempo Ho.Re.Ca. Un movimento che raccoglie tutti gli operatori del turismo dell'ospitalità e dell'enogastronomia''. Operatori che recriminato la scarsa attenzione del Governo al loro settore che cuba 86 miliardi di euro ''e che se fallisce – ha detto Bianchini – fallisce l'Italia''.

In una diretta facebook sulla pagina di Ho.Re.Ca, Paolo Bianchini non ha risparmiato critiche al Governo: ''ci ha dato 600 euro che sono durati 30 secondi sui nostri conti correnti perché messi subito su quelli delle nostre aziende per pagare le bollette e le spese. I nostri dipendenti da due mesi devono percepire ancora la cassa integrazione. Il decreto liquidità doveva essere una potenza di fuoco invece si è rivelato un cerino che si è spento dopo tre secondi''.

E poi ha contestato il premier Conte che ''domenica ha detto che dal 4 maggio c'è il via libera alla ristorazione con l'asporto, salvo poi essere smentito il giorno dopo dal suo ministro. Tutto questo – ha aggiunto Bianchini – è stato fatto scientemente per creare confusione perché chi fallisce venga comprato a due spicci dalle multinazionali straniere''.

E poi l'affondo sulle misure di protezione che dovrebbero essere adottate dai ristoranti.

''Non apriremo con le distanze di sicurezza – ha detto Bianchini – non apriremo con i nostri ragazzi che servono ai tavolo con le mascherine e i guanti e non apriremo con le barriere di plexiglass ai tavoli, quelle portatele a Mammagialla''. Bianchini ha rivendicato il principio di convivialità, la dignità di dare un servizio completo, in sicurezza agli utenti e ai dipendenti.

Questa mattina una rappresentanza dei ristoratori sarà ricevuta dal sindaco Arena a cui consegneranno simbolicamente le chiavi delle loro attività.

''I sindaci- ha concluso Bianchini - sono con noi per un motivo: se chiudiamo noi, saltano i bilanci dei Comuni, i servizi sociali, salta tutto il sistema degli enti locali, loro come noi stanno al fronte''.

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