ANNO 16 n° 272
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Bandiere rosse a piazza del Plebiscito
Gli attivisti di Viterbo hanno manifestato contro i presunti disservizi della sanitą e la crescente tendenza degli acquisti on line

VITERBO - Max.Vismara - Ieri mattina sono di nuovo scesi in campo per protestare gli attivisti dei gruppi S.I. cobas Viterbo e Comitato di lotta Viterbo. Stavolta però le bandiere rosse dei manifestanti non hanno sventolato davanti l’ospedale Belcolle, ma bensì in piazza del Plebiscito sotto le finestre della Prefettura. La manifestazione ha conciso con i due giorni di sciopero organizzate dai due gruppi su tutto il territorio italiano per protestare, su quelle che secondo gli attivisti, sono forti problematiche derivate dalla pandemia, in primis i membri dei due gruppi puntano il dito sui presunti disservizi della sanità e sulla crescente tendenza degli acquisti on line.

Durante la manifestazione è stato distribuito un volantino dove testualmente si poteva leggere:

“29 e 30 gennaio, due giornate di sciopero, lotta e mobilitazione in tutt'Italia!

La crisi sanitaria, ancora pienamente in atto a livello mondiale, ha accelerato e reso ancora più evidenti le contraddizioni strutturali dell'attuale modo di produzione. Un'emergenza ed un contagio pandemico non casuale, ma strettamente legato al sistema capitalistico e alla sua espansione che, nella sua voracità e predazione, non risparmia alcun ecosistema e nessuna persona. L'intero sistema produttivo e sociale è stato scosso da questa crisi, la borghesia ha risposto con la retorica dell'unità nazionale e con il tentativo di cooptazione delle classi subalterne da un lato, riaffermando come la tendenza all'accumulazione, propria del capitalismo, non debba essere fermata o rallentata, dall'altro.

Conseguenza evidente sono le politiche messe in atto dai governi nazionali, Conte in primis, che segnano la subordinazione servile alle istanze e alle pressioni padronali, spingendo per misure di tutela del profitto e la socializzazione delle perdite sui proletari, su cui si sono già e si stanno scaricando i costi e che saranno costretti a pagare la futura e inevitabile ristrutturazione produttiva e recessione globale.

In definitiva il padronato sta approfittando della crisi per continuare la propria guerra di classe e regolare i conti con il lavoro: l'offensiva padronale sui salari, sui contratti e sulle complessive condizioni di lavoro è evidente a chiunque.

Questo stato di cose richiama la necessità di porre con forza all'attenzione dei lavoratori e degli oppressi, la necessità oggettiva e immediata del superamento del sistema di sfruttamento capitalistico

Il Patto d'azione anticapitalista e L'Assemblea delle Lavoratrici e Lavoratori Combattivi, promotori dei due giorni di lotta, sono la prima risposta organizzata e di classe alla borghesia imperialista.

Alle pretese dei padroni contrapponiamo le nostre parole d'ordine: forti aumenti salariali e riduzione

generalizzata dell'orario di lavoro, garanzia del salario per disoccupati e precari, no alla precarizzazione e alla discriminazione salariale e contrattuale nei confronti delle donne.

LAVORATORI E PROLETARI IMMIGRATI LOTTIAMO INSIEME PER DIRE:

- BASTA AL RICATTO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO, BASTA ALLE FINTE SANATORIE, PER L'ACCESSO ALLE CURE E UNA CASA PER TUTTI”

Infine, durante la manifestazione uno dei portavoce del gruppo dopo aver letto il testo del foglio distribuito, ha anche parlato di un’altra manifestazione avvenuta il giorno prima davanti la sede del corriere SDA di Passo Corese.

“Ieri nell’ ambito della giornata di sciopero nazionale indetta dal S.I. Cobas, con l’azione del patto d’azione anticapitalista e dell’ assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi, eravamo a Passo Corese - ha esordito il portavoce – davanti il deposito SDA, dove dopo tre giorni di sciopero siamo riusciti ha portare un risultato derivante dalla nostra lotta, abbiamo chiesto un aumento salariale e una riduzione degli orari e l’introduzione di protocolli seri anti-Covid, se i lavoratori si uniscono le battaglie si vincono , come è successo ieri quando abbiamo bloccato tutte le operazioni di scarico e carico del magazzino”

La manifestazione si è protratta per l’intera mattinata con l’alternarsi di distribuzione di volantini e interventi al megafono.




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