

VITERBO - (A.S.) Diminuiscono nella Tuscia i prestiti bancari alle piccole e micro imprese. Lo rileva un recente studio della Cgia di Mestre, su dati della Banca d’Italia, che ha evidenziato come nella Tuscia, tra il 2021 e il 2022, il valore complessivo dei prestiti erogati a questo segmento di aziende sia passato da 751,5 milioni di euro a 729,7 con una variazione del 2,9 per cento pari a un record negativo di -21,8 milioni di euro.
Parliamo di prestiti concessi a imprese di piccolissima dimensione che hanno nel loro organico meno di venti dipendenti, una platea di micro imprenditori costituita in massima parte da esercenti, piccoli commercianti, artigiani e lavoratori autonomi e che, al momento della rilevazione, non presentano criticità in termini di insolvenza.
Eppure, secondo quanto rileva lo studio, negli ultimi anni queste micro-realtà pare stiano perdendo 'appetibilità da parte del sistema bancario', in parte per colpa di una crisi che ha messo a dura prova la liquidità di molti piccoli imprenditori, costretti a scegliere se pagare la bolletta o la rata del mutuo, in parte a causa dei vincoli restrittivi imposti dalla Banca Centrale Europea che ha aumentato la soglia del merito creditizio. Sta di fatto che le Banche erogano molti meno prestiti e le piccole attività spesso faticano a tirare avanti. Una situazione che si è fatta ancora più difficile con l'esplosione del commercio on line e con la concorrenza praticata dalla grande distribuzione, che ha contribuito a ridurre in misura significativa il numero delle botteghe e dei negozi di prossimità che, solo nel centro storico di Viterbo, negli ultimi 10 anni è dimunuita di 125 unità.
Uno sguardo ai numeri:
A livello nazionale gli impieghi vivi alle aziende sono scesi di 5,3 miliardi di euro (-4,3 per cento). Lo stock complessivo dei prestiti erogati a questo segmento di aziende è passato da 124 a 118,7 miliardi di euro.
Come valori percentuali il Lazio è al tredicesimo posto con una perdita del 3,22 per cento (-250,4 milioni)
Un trend negativo iniziato 10 anni fa
Secondo lo studio della Cgia di Mestre il calo dei prestiti bancari è un fenomeno iniziato un decennio fa e interrotto solo nel biennio 2020-2021 sotto il Governo Conte bis con l'istituzione del Fondo di garanzia pubblico per promuovere la liquidità alle Pmi colpite dall’emergenza Covid. Una volta esauritosi l’effetto “spinta” ascrivibile all’istituzione del Fondo, i prestiti sono tornati a scendere, toccando, al 31 dicembre 2022, come detto precedentemente, la quota di 118,7 miliardi (pari al 16,9 per cento del totale erogato alle imprese).