ANNO 16 n° 272
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L'avvocato Samuele De Santis
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Bancarotta del Perfidia,Moltoni chiede di essere interrogato
Il prossimo 16 novembre

VITERBO – ''Sono sereno e pronto a chiarire ogni mia posizione sulla vicenda una volta rientrato in Italia''.

A dichiararlo dal Brasile, tramite il suo legale di fiducia, Samuele De Santis, è il consigliere comunale Francesco Moltoni, pronto a presentarsi in tribunale, di sua spontanea volontà, il prossimo 16 novembre, per spiegare la sua posizione in merito all'accusa di bancarotta fraudolenta per il fallimento del Perfidia Disco Club, del quale è accusato insieme ad Alessandro Del Canuto.

Dopo la notifica da parte della Procura della Reppublica di Viterbo della chiusura delle indagini, dove il pubblico ministero, Renzo Petroselli, ha contestato un ''buco'' di quasi 2 milioni di euro tra il 2009 e il 2012 e di aver gestito i libri e le altre scritture contabili in modo tale ''da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari'', Moltoni e Del Canuto sono finiti nel registro degli indagati poiché entrambi, - Moltoni per soli 5 mesi - , avevano ricoperto la carica di amministratore unico della società Piano Alto Srl, cioè la titolare, tra il 2009 e il 2012, della discoteca alle porte di Viterbo.

Un'inchiesta, secondo quanto si è appreso, scaturita dopo una relazione inviata alla Procura dal curatore fallimentare, Alessandro Basile, che una volta visti i libri contabili avrebbe riscontrato gli estremi della bancarotta.

''Va precisato che la notifica era arrivata circa un mese fa e sembrerebbe uscita sulla stampa nell'imminenza di un confronto politico quantomai singolare – dichiara l'avvocato di Moltoni, Samuele De Santis -. Già da tempo avevamo chiesto di essere ascolati per chiarire ogni aspetto della vicenda che ha visto coinvolto il mio assistito quando la Piano Alto Srl di fatto non esercitavia già alcuna attività. Questo è il momento di confrontarsi serenamente con l'autorità inquirente per escludere ogni addebbito  - conclude De Santis - e indicare quanto opportuno e far luce su chi ha reali colpe: non certo il mio assistito che non si è intascato un euro''.

Per Moltoni continua dunque un mese pieno di grane. Il consigliere comunale, infatti, aveva già incassato un colpo dopo la sesntenza definitiva della Corte dei Conti che lo ha condannato a risarcire 80mila euro al Comune di Viterbo per danno eriale. Somma che Moltoni ha già dichiarato di non voler pagare, rischiando così anche la decadenza da consigliere. 

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