


BAGNOREGIO – A pochi giorni dall’incendio divampato il 23 marzo nell’area dell’ex Alta Altene, emergono i primi dati ufficiali sull’impatto ambientale del rogo. Secondo quanto rilevato da ARPA Lazio, che ha attivato immediatamente un monitoraggio straordinario, nell’aria sarebbero presenti tracce significative di sostanze inquinanti, tra cui diossine, benzo(a)pirene e policlorobifenili (Pcb).
Le analisi, effettuate tra il 23 e il 24 marzo mediante un campionatore ad alto volume, evidenziano in particolare livelli di diossine superiori ai valori medi urbani indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità. Un dato che, secondo gli esperti, confermerebbe la presenza di una fonte di emissione localizzata direttamente collegata all’incendio.
Non meno rilevanti i valori di benzo(a)pirene, risultati anch’essi elevati, anche se il confronto con i limiti normativi resta complesso a causa della natura eccezionale dell’evento. I livelli di Pcb, invece, si collocherebbero in una fascia intermedia rispetto a quelli generalmente riscontrati in contesti urbani.
Nel frattempo, l’area interessata dal rogo – circa 2.500 metri quadrati – è stata posta sotto sequestro su disposizione della Procura. È stato inoltre aperto un fascicolo per incendio colposo, mentre proseguono le indagini per chiarire le cause e accertare eventuali responsabilità.
Le autorità invitano la popolazione a seguire gli aggiornamenti ufficiali e a mantenere comportamenti prudenziali, in attesa di ulteriori risultati sui livelli di contaminazione ambientale.