ANNO 16 n° 275
Il tribunale di Viterbo
Baby sitter denunciata
per percosse, il tribunale
dichiara estinto il reato
I denuncianti disertano le udienze

VITERBO – Querelano la baby sitter del figlio, insieme al padre e al fidanzato, per percosse e insulti ma per tre volte, nonostante marito e moglie fossero presunte parti offese, non si presentano al processo e il giudice, su richiesta della difesa, ha dichiarato il reato estinto dando per scontata la remissione della denuncia. Una storia complicata questa che si è conclusa venerdì mattina con una sentenza del giudice di pace di Viterbo

Protagonista della vicenda è una giovane ragazza residente in provincia che si occupava del bambino di una coppia. Ecco come sono andati i fatti. In una giornata di agosto la ragazza, dopo un’aspra discussione con i genitori del bimbo di cui si occupa, scoppia in lacrime e racconta tutto al padre e al fidanzato. Tutti insieme poi si recano a casa della coppia per cui lavorava per un confronto. La ragazza non se la sente più di prestare servizio per quella famiglia, nonostante la coppia insista e si scusi per la reazione eccessiva dopo il diverbio avuto poche ore prima. La giovane però è sicura della sua decisione e se ne va, sempre accompagnata dal padre e dal ragazzo.

Tutto sembra essere risolto, fino a che, però, la ragazza si reca all’ufficio provinciale del lavoro, dove scopre che in realtà non è mai stata regolarmente segnata dai suoi datori, cioè i genitori del bambino, ha quindi sempre lavorato a nero. Si rivolge al sindacato e il 12 novembre le parti raggiungono l’accordo. La coppia offre alla baby sitter la cifra di 1600 euro per dirimere la questione e lei accetta. Peccato non sappia ancora che pochi giorni prima, ovvero il 31 ottobre, i due l’abbiano querelata insieme al padre e al fidanzato.

La coppia, in una regolare denuncia, riferisce ai carabinieri che quel pomeriggio di agosto i tre sono piombati in casa loro gridando e con fare minaccioso. Non solo. Il fidanzato della ragazza avrebbe anche strattonato il padre del bambino insultandolo. L’accusa per la ragazza e i suoi familiari è quindi di percosse, minacce e insulti.

Ma le presunte parti offese, quindi l’uomo e sua moglie, non si presentano in tribunale il giorno dell’udienza, né ad aprile, né ad ottobre e tantomeno il 9 gennaio, ovvero venerdì scorso. Per questo motivo il giudice ha dichiarato il non doversi procedere per l’estinzione del reato considerando l’inerzia processuale della coppia come una chiara volontà di rimettere la querela.




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