ANNO 16 n° 275
Auto rubate e rivendute, ''Dimostreremo la nostra totale estraneitą''
Ieri mattina l'interrogatorio di garanzia per il gestore del concessionario dell'Alta Tuscia

VITERBO - ''Dopo due giorni passati a studiare le oltre mille carte dell'inchiesta, abbiamo la sicurezza e la certezza di poter dimostrare la nostra estraneità, come riconosciuta in gran parte anche dalle indagini svolte e dal gip''.

Per l'avvocato Samuele De Santis non ci sarebbero dubbi. Sarebbe estraneo ad ogni accusa il gestore del concessionario dell'Alta Tuscia denunciato nei giorni scorsi perchè coinvolto, secondo la Procura, in un giro di riciclaggio di auto.

Per il pubblico ministero Chiara Capezzuto, che per mesi ha portato avanti le indagini insiema agli uomini della polizia stradale, l'autosalone sarebbe stato il ''baricentro logistico'' in cui le macchine, rubate in tutta Italia e poi contraffatte nel numero di telaio per evitarne l'identificazione, venivano rivendute. 

A finire in manette per riciclaggio un 32enne di origini campane, mentre per il gestore viterbese è scattata una denuncia a piede libero e il divieto di svolgere la propria attività.

Ieri mattina si è presentato di fronte al gip Francesco Rigato per l'interrogatorio di garanzia: l'imprenditore ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere, facendo scena muta di fronte ai magistrati. Per via, come sottolinea il suo legale, anche dell'insolito momento storico che il palazzo di giustizia viterbese, così come quelli di tutta Italia, sta attraversando. 

''La particolare situazione Covid - spiega l'avvocato De Santis -non rende l’interrogatorio di garanzia uno strumento idoneo per affrontare tematiche così complesse corpose e documentali''.

Il 42enne, da anni attivo sul mercato, già nei scorsi giorni aveva dichiarato di essere totalmente all'oscuro della provenienza illecita dei veicoli. ''Le auto che il campano ci vendeva, arrivavano nel salone già contraffatte, sarebbe stato impossibile individuare la loro provenienza: siamo stati noi i primi ad essere raggirati e truffati''. 

Intanto ancora nulla di deciso su un'eventuale ricorso al tribunale delle Libertà per la revoca della misura cautelare. ''Ci riserviamo la valutazione di ricorrere al Riesame - conclude l'avvocato De santis - pesano in questo momento le evidenti difficoltà comunicative dell’oralità del processo''.

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