ANNO 16 n° 274
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Auto di lusso a prezzi stracciati: forse altre vittime cadute nel raggiro
Decapitato anche il traffico di cocaina, ma potrebbero esserci ulteriori pusher

di Alessia Serangeli

VITERBO – Maserati, Jaguar e Limousine a prezzi stracciati. Uno scherzo? Affatto: un vero e proprio specchietto per le allodole per gestire, non uno, ma due lucrosi giri d’affari.

Affaire numero uno: l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa nella compravendita di auto di importazione. Il ventenne S.V., gestore di una concessionaria in quel di Monterosi, insieme ai complici P.C. e C.P., conquistava la fiducia dei clienti proponendo auto di lusso a prezzi molto (fin troppo) competitivi.

“I clienti versavano un acconto oppure lasciavano le loro auto in conto vendita in attesa che fosse disponibile quella ordinata. Dopo l’acquisto, con la complicità di due agenzie romane di pratiche auto, i gestori del salone falsificavano i certificati di proprietà in modo che le macchine potessero passare i controlli alla frontiera”. E, una volta arrivate all’estero, puff: le vetture si volatilizzavano. Insieme, manco a dirlo, agli anticipi ormai intascati dai tre.

A spiegare il modus operandi con cui agiva l’organizzazione di S.V., P.C. E C.P. durante la conferenza stampa di ieri, il maggiore Guglielmo Trombetta e il capitano Raffaele Gesmundo, al comando rispettivamente della Compagnie di Ronciglione e Viterbo. 

Affaire numero due: il traffico di cocaina sulla tratta Roma-Viterbo (provincia compresa).

La centrale di spaccio? Sempre l’autosalone di Monterosi. Meglio: la cuccia di un cagnone piuttosto aggressivo situata nel cortile.

“La cocaina – hanno spiegato Gesmundo e Trombetta - veniva acquistata a Roma da tre albanesi (R.G., H.E., e B.L., ndr) facenti capo al gestore della concessionaria”. E da qui, dopo essere stata suddivisa in dosi, veniva veicolata sulle piazze di spaccio attraverso pusher delle zone di Canepina, Soriano, Vetralla, Monte Romano e Ronciglione.

L’inchiesta. Adesso, mentre potrebbero spuntare fuori ulteriori persone truffate, è caccia ad ulteriori pusher.

Il grosso delle indagini dell’operazione denominata “Slk” può dirsi concluso, ma il lavoro degli uomini dell’Arma va avanti. Su entrambi i filoni.

Per quanto riguarda la truffa, le denunce raccolte fino ad oggi sono una trentina, ma “abbiamo motivo di ritenere che altre persone siano cadute nel raggiro”, hanno riferito gli investigatori, invitando “eventuali ulteriori vittime a sporgere denuncia”; sul traffico di droga, invece, i militari dell’Arma hanno il sospetto che qualche piccolo spacciatore manchi ancora all’appello.

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