ANNO 16 n° 275
Augusto Ciarrocchi ha disertato
la tradizionale cerimonia del I maggio
''Non sono andato perchč ritengo non sia pił la Festa del lavoro''

VITERBO - Un primo maggio di protesta ieri a Civita Castellana. Augusto Ciarrocchi, amministratore delegato della Ceramica Flaminia e presidente della sezione Ceramica di Unindustria - l'Unione degli industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Rieti, Viterbo - ha disertato la tradizionale cerimonia che si tiene davanti al monumento ai ceramisti insieme a sindacati e istituzioni.

'Ieri non sono andato - dice - perché la convinzione generale è che la festa del primo maggio rimanga la festa dei lavoratori ma non sia più quella del lavoro'. Il distretto industriale risente pesantemente della crisi, che qui è iniziata oltre dieci anni fa. Anche Ceramica Flaminia, che ha 300 dipendenti, ne ha alcuni in cassa integrazione.

Che il primo maggio non sia più la festa del lavoro 'lo constatiamo giorno dopo giorno, perché ce n'é sempre meno - continua - e le previsioni non volgono al bello, anzi. Servirebbe una terapia d'urto che modifichi tutta quella congerie di norme che sono figlie di un'altra stagione e che oggi penalizzano il lavoro, soprattutto quello prodotto dall'industria manifatturiera.

L'industria della ceramica sanitaria ancora potrebbe dire la sua ma è gravata dagli alti costi di produzione (energia), dalle imposte (Irap), dalle inefficienze della pubblica amministrazione e dalla mancanza di regole sull'importazione e il commercio di sanitari provenienti dall'estero'.

Secondo Ciarrocchi, 'da una parte si chiede, giustamente, il rispetto delle leggi e dall'altra non si fanno leggi che scoraggino i furbi. Anche per questo ieri - conclude - non sono stato presente di fronte al monumento ai ceramisti: ho già dato'.




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