ANNO 16 n° 272
Attilio Manca, la mamma: ''La verità non si può occultare per sempre''
L'audizione in commissione antimafia del tossicologo Salvatore Giancane riapre il mistero sulla presunta overdose

VITERBO - '' La verità è una sola e non la si può occultare per sempre''. E' quanto sostiene Angela Manca, mamma di Attilio, l'urologo di Barcellona Pozzo di Gotto, trovato morto nella sua casa di Viterbo nel 2004, dopo l'audizione in Commissione parlamentare antimafia di Salvatore Giancane. Il medico tossicologo ha detto ''che Attilio Manca sia morto per overdose di eroina non ci sono dubbi, dubbi grossi ci sono sul fatto che si sia trattato di una auto-somministrazione''.

La famiglia Manca non ha mai creduto alla tesi del suicidio e ritiene che l'urologo sia stato una vittima di mafia.

''Sto pensando - continua Angela Manca - che da quasi 18 anni le persone perbene ed oneste che si sono occupate di Attilio dicono che è stato ucciso (d'altronde basterebbe solo guardare la foto del suo corpo martoriato), ma ci sono altri che hanno fatto di tutto per nascondere la verità, per depistare, per sporcare la sua memoria. Adesso che il sistema di potere barcellonese si è indebolito, che anche ai vertici nazionali c'é un ricambio, credo che sia arrivato il momento di sapere la verità''.

Attilio Manca, secondo un'ipotesi esclusa dagli inquirenti, avrebbe visitato Bernardo Provenzano e in seguito sarebbe stato eliminato. Per Salvatore Giancane ''ci sono tante stranezze di questa presunta overdose volontaria''. ''Nel caso di Manca - ha aggiunto l'espero - sul cadavere c'erano solo due fori, ovvero delle due somministrazioni, non è stato repertato nessun altro segno di pregresse venipunture'.

Giancane ha ricordato di aver chiesto la ''riesumazione'' del corpo per vagliare l'ipotesi che possa essere stato un pregresso consumatore ricaduto nella droga. Un esame del ''capello segmentato'' avrebbe sciolto questo dubbio. E poi ripercorre una serie di presunte stranezze: l'iniezione sul polso che, secondo l'esperto, è una ''sede atipica e anche pericolosa''; l'assenza di impronte digitali di Attilio Manca sulle siringhe ritrovate. Per il tossicologo, inoltre, l'ipotesi in sede giudiziaria secondo cui Manca si sarebbe somministrato la seconda dose in bagno, davanti a uno specchio, con il braccio non dominante, è una procedura ''assai complessa'' e lascia ''perplessi''.

''Ora vogliamo il processo-verità sull'assassinio di Attilio'' dice la famiglia Manca.




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