


VITERBO - Solo 18 consiglieri sono rimasti a formare la maggioranza. I passaggi di Chiatti e Bruzziches al gruppo misto, riducono i numeri a favore di Chiara Frontini. Rimangono due consiglieri in più rispetto alla soglia necessaria per continuare ad amministrare.
L'aspetto più rischioso per il futuro della giunta Frontini è nascosto nei prossimi impegni che Viterbo si troverà ad affrontare. Il primo in ordine temporale è l'elezione del consiglio provinciale. Il fronte Viterbo 2020 non è compatto sull'appoggio alla rielezione di Romoli a Palazzo Gentili, nonostante da diversi mesi la “trattativa” con Forza Italia e Partito Democratico sia a buon punto. Diminuendo i numeri in maggioranza, sarà più forte l'impatto di tutti quei consiglieri non favorevoli a tale scelta.
Le elezioni provinciali potrebbero però, a loro volta, divenire un utile strumento per il sostegno al proseguo del lavoro dell'amministrazione. L'appoggio a Forza Italia e Partito Democratico con la conseguente alleanza anche in Comune, porterebbe in dote quei consiglieri necessari per non “andare sotto”. In cambio ai due partiti andrebbero degli assessorati nel prossimo rimpasto di giunta. Sarebbe però una mossa difficile da far digerire a quell'elettorato portato alle urne con lo slogan “basta inciuci”.
D'ora in poi la cura dei rapporti con la propria maggioranza sarà l'aspetto su cui Chiara Frontini sarà costretta a soffermarsi maggiormente rispetto al passato. Il peso dei singoli consiglieri aumenterà, come potrebbero aumentare le loro pressioni sulla giunta per progetti fino ad ora accantonati.
Come spesso accade in ambito locale e nazionale, quando i numeri in collegio si “riducono all'osso”, si ricorre al minor utilizzo possibile delle sedute consiliari, onde evitare spiacevoli sorprese. Quindi, molto probabilmente, andremo incontro ad un periodo con molti meno appuntamenti a Palazzo dei Priori.