ANNO 16 n° 274
Ater: non pił case ma castelli. In aria
Il punto di vista di Arsenico Lupin

La Regione Lazio, nella seduta n. 24 del 13 aprile (mercoledì scorso), tra i vari provvedimenti all’ordine del giorno, ha approvato anche la designazione di 6 membri nei Consigli d’amministrazione delle Ater del Lazio (Azienda territoriale per l'edilizia residenziale pubblica).

Si passerà così dai tre membri attuali ai sei. Il triplo. Ciò significa che nelle province del Lazio, Roma, Rieti, Frosinone, Latina e Viterbo, ci saranno 15 persone in più che riceveranno soldi pubblici. Chiamateli pure gettoni di presenza, rimborsi spese o come volete: sempre di quelli si tratta.

Inizialmente il Consiglio di amministrazione era formato da sette persone: cinque di maggioranza e due di minoranza.

Poi, con l’esigenza di risparmiare soldi pubblici si era passati al presidente più due consiglieri (uno di maggioranza e uno di minoranza).

Mercoledì scorso si è tornati all’antico: presidente, tre consiglieri di maggioranza e due di minoranza.

Tutto ciò nel silenzio più assoluto dei politici di destra, di sinistra, di centro, di centrodestra, di centrosinistra e di centro-centro.

Eppure si tratta di un aumento dei costi a carico della Pubblica amministrazione e quindi dei cittadini. Ma perché nessuno fiata: “Fermi gente! E’ tempo di vacche magre per tutti. Se proprio non vogliamo dare il buon esempio, almeno non ne diamo uno cattivo. Macchine indietro e aspettiamo tempi migliori!”. Macché, roba da marziani.

Ma in questo momento era proprio necessario aumentare la spesa pubblica solo per accontentare qualche politico o accasare qualche trombato?

Prima Sposetti propone un aumento dei contributi pubblici ai partiti, ora questa della Regione. La disinvoltura con cui si predica bene e si razzola male è disarmante perfino per un cialtrone come Arsenico.

Già che c’erano potevano cambiare anche la mission: costruire castelli invece che case. In aria, naturalmente.

Arsenico Lupin




Facebook Twitter Rss