ANNO 16 n° 275
Assistenza psichiatrica, Da Belcolle la smentita
di degrado del reparto

VITERBO – Il Servizio psichiatrico diagnosi e cura (Spdc) del complesso ospedaliero di Belcolle nel degrado? E’ quanto sosterrebbe l’Afesopsit (Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia) che avrebbe parlato di condizioni di dignità dei pazienti inaccettabili (alcuni legati ai letti) e di una situazione igienica del reparto fatiscente.

Secca, però, è arrivata la smentita da parte del coordinatore delle attività dell’unità operativa, Francesco Cro: “Mi sento di dover dissentire – spiega Cro – da quanto è stato detto relativamente alla situazione igienica del reparto che non è pericolosa, così come non corrisponde al vero che i degenti si trovino collocati senza alcuna dignità. Le pulizie quotidiane vengono effettuate nel servizio psichiatrico di diagnosi e cura come in qualunque altra area dell’ospedale”.

“Per quanto riguarda l’immobilizzazione a letto dei pazienti psichiatrici – aggiunge il dottor Cro – stiamo parlando di una pratica dolorosa, diffusa nella quasi totalità dei servizi di salute mentale di tutto il mondo, che viene messa in atto per salvaguardare l’incolumità dei pazienti solo quando ogni altra strategia per costruire una relazione terapeutica con il malato è fallita. Il Servizio psichiatrico di Belcolle, semmai, si pone, ormai da diversi anni, al primo posto nella regione Lazio per la riduzione delle contenzioni”.

In arrivo nel reparto, inoltre, ci sono altri 14 malati con patologie gravi che, però, non tornerebbero a Viterbo a causa della paventata chiusura degli ospedali psichiatrici, ma perché dimessi dall’ospedale psichiatrico giudiziario, in ottemperanza al voto del Parlamento che ha previsto la chiusura di queste strutture entro il 2013”. 

“Questi utenti sono stati inseriti, già da diversi mesi, nel territorio viterbese proprio grazie a progetti elaborati tempestivamente dal Dipartimento di salute mentale – spiegato il coordinatore del servizio -. Non nego le difficoltà organizzative che, anche nel nostro reparto, stiamo vivendo, ma invito i nostri interlocutori principali a non suscitare sconcerto nella cittadinanza e sfiducia nei confronti di un servizio ospedaliero. Un servizio che offre un’assistenza giudicata generalmente di ottima qualità, come testimoniato anche dai sondaggi effettuati tra gli utenti e i loro familiari”.




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