


VITERBO – Da una parte il disagio concreto di decine di famiglie, costrette da mesi a convivere con ascensori fuori servizio, scale da percorrere ogni giorno, anziani e persone con disabilità praticamente prigionieri nelle proprie abitazioni. Dall'altra la versione dell'Ater, che non solo respinge con decisione le accuse di inerzia, ma sostiene che gli interventi contestati siano tutti già stati avviati e documentati.
Dopo il nuovo grido d'allarme lanciato dagli inquilini delle palazzine di piazzale dei Buccheri, che parlano di degrado diffuso, manutenzioni insufficienti e impianti fermi da mesi, l'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale ha deciso di spiegare cosa accade dietro le quinte di una macchina amministrativa spesso poco visibile all’occhio del cittadino.
Non semplici riparazioni, ma impianti da ammodernare
Secondo quanto riferito dall'ente, il punto centrale della vicenda sarebbe proprio la natura degli interventi.
Molti degli ascensori presenti negli immobili Ater risalgono infatti a diversi decenni fa e oggi non consentono più interventi di semplice manutenzione. Quando un impianto si guasta, spiegano dagli uffici, nella maggior parte dei casi è necessario procedere con un vero e proprio ammodernamento tecnologico.
Non si tratta quindi soltanto di sostituire una fune o un componente usurato. Occorre adeguare gli impianti alle normative vigenti installando nuove pulsantiere, sistemi di emergenza, dispositivi di chiamata GSM, centraline elettroniche e altri elementi oggi obbligatori ma inesistenti all'epoca della costruzione.
Interventi complessi che inevitabilmente incidono sia sui costi sia sui tempi di realizzazione.
Il problema dei ricambi
Uno dei punti più contestati dagli inquilini riguarda le lunghe attese.
Su questo aspetto l'Ater offre una spiegazione precisa: per molti ascensori non esistono ricambi immediatamente disponibili.
I componenti devono essere ordinati direttamente ai produttori, che li realizzano su richiesta. Solo la fase di produzione e consegna può richiedere diverse settimane.
In alcuni casi, inoltre, la situazione si è rivelata ancora più complessa.
Per alcuni impianti è stato necessario ricostruire la documentazione tecnica, compresi i libretti di immatricolazione andati smarriti nel corso degli anni e necessari affinché si proceda regolarmente. Senza tali documenti non è possibile individuare con certezza i componenti da ordinare né procedere all'adeguamento degli impianti.
Tutti gli interventi sarebbero già stati affidati
L'Ater respinge anche una delle accuse più ricorrenti, quella di aver lasciato gli ascensori senza alcun intervento.
Secondo quanto riferito dai responsabili, tutte le segnalazioni pervenute sarebbero state prese in carico e gli incarichi alle ditte sarebbero già stati affidati.
Per piazzale dei Buccheri, spiegano dall'ente, le pratiche risultano aperte e in lavorazione; in alcuni casi i lavori sarebbero già conclusi e in attesa del collaudo, mentre per altri impianti si attende esclusivamente la consegna dei materiali ordinati.
L'azienda sottolinea inoltre che l'intero iter può essere verificato attraverso gli atti amministrativi e che gli assegnatari possono chiedere informazioni sia tramite gli amministratori di condominio sia mediante richiesta di accesso agli atti.
La burocrazia di un ente pubblico
Un altro elemento evidenziato dall'Ater riguarda le procedure amministrative.
A differenza di un privato, spiegano gli uffici, un ente pubblico non può intervenire immediatamente dopo la segnalazione di un guasto.
Ogni intervento richiede un iter preciso: sopralluogo tecnico, preventivo, individuazione della copertura economica, approvazione della spesa, affidamento dei lavori e soltanto successivamente l'ordine dei ricambi.
Procedure obbligatorie che inevitabilmente allungano i tempi, ma che l'ente definisce imprescindibili.
La questione economica
Nella ricostruzione fornita dall'Ater emerge anche un altro tema: quello delle risorse.
L'azienda evidenzia come, oltre alle manutenzioni straordinarie, debba sostenere il peso di una consistente morosità da parte di alcuni assegnatari.
In numerosi condomini, spiegano i responsabili, l'ente anticipa le quote condominiali non versate dagli inquilini per evitare l'interruzione dei servizi comuni, recuperando poi le somme attraverso le procedure previste dal regolamento.
Alle manutenzioni degli ascensori si aggiungono quindi interventi sugli edifici, rifacimenti di tetti, infiltrazioni, opere di impermeabilizzazione e lavori straordinari che gravano sul bilancio aziendale.
La riorganizzazione interna
Per affrontare queste criticità, negli ultimi mesi l'Ater ha avviato una corposa riorganizzazione interna.
È stato istituito un ufficio dedicato esclusivamente alla gestione dei condomini, è stata avviata una mappatura completa degli ascensori e sono stati attivati nuovi rapporti operativi con amministratori e ditte manutentrici per monitorare in tempo reale lo stato delle lavorazioni.
L'obiettivo dichiarato è quello di ridurre i tempi di risposta e prevenire situazioni di blocco prolungato.
Due letture della stessa vicenda
Le difficoltà raccontate dagli inquilini restano concrete e difficilmente contestabili. Chi vive ai piani alti continua a fare i conti ogni giorno con scale, disagi e limitazioni che incidono profondamente sulla vita quotidiana, soprattutto per le persone più fragili.
Allo stesso tempo, la ricostruzione fornita dall'Ater restituisce il quadro di una gestione più articolata di quanto possa apparire dall'esterno: impianti vetusti, interventi spesso assimilabili a vere e proprie ricostruzioni, procedure amministrative obbligatorie, ricambi prodotti su ordinazione e un bilancio economico reso ancora più delicato dalla morosità e dalla scarsità di risorse.
L'ente ribadisce di non aver lasciato alcuna pratica ferma e sostiene che tutti gli interventi segnalati siano già stati attivati. La sfida, adesso, resta quella di ridurre il tempo che separa l'apertura di un guasto dal ritorno alla piena funzionalità degli impianti.
Perché, al di là delle rispettive versioni, il punto sul quale residenti e Ater sembrano poter concordare è uno solo: gli ascensori devono tornare a funzionare nel più breve tempo possibile.