

«Le precisazioni pubbliche di “Talete”, anziché tranquillizzarci, confermano i nostri timori sulla presenza di significative percentuali di arsenico nell’acqua del carcere Mammagialla di Viterbo». E’ quanto dichiara il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni in una lettera aperta indirizzata alla società “Talete”, gestore idrico della Provincia di Viterbo.
La scorsa settimana il Garante aveva denunciato la presenza di alti valori di arsenico nell’acqua erogata nel carcere Viterbese; denuncia replicata nel corso della trasmissione tv “Uno mattina.”
Nei giorni scorsi “Talete” aveva replicato che i valori di arsenico nell’acqua di Mammagialla sono tra gli 11 e i 20 mg/l, in regola non con i 10 mg/l stabiliti dalla legislazione internazionale, ma con quelli previsti dalla deroga accordata nel 2011 alla Regione Lazio dall’Unione Europea.
Nella sua lettera aperta, però, il Garante ha voluto evidenziare alcuni dati di fatto:
1. Il livello massimo consentito dalla legislazione internazionale è di 10 mg/litro, livello rispetto al quale sono state ripetutamente chieste deroghe. L’ultima deroga concessa alla nostra Regione porta a 20 mg/l il limite. Nella sua nota la Talete afferma di essere nella norma. Peccato che non tenga conto dell’avviso che essa stessa ha inviato ai suoi utenti del comune di Viterbo insieme alla bolletta dell’acqua. L’avviso informa, tra l’altro, che la deroga richiesta era inizialmente per 50mg/l e che era stata poi accolta per 20 mg/l. Contestualmente si precisa che “la Comunità Europea ha affermato che l’assunzione di acqua con tale concentrazione di arsenico per un periodo limitato, non comporta rischi aggiuntivi”. Va da se che chi beve acqua da anni ha largamente superato il breve periodo e non può più assumere acqua. Tuttavia gli viene comunicata una ulteriore proroga che scadrebbe il 31/12/2012.
2. La domanda che, in attesa di questa scadenza, tutti pongono alle società che distribuiscono l’acqua riguarda la situazione che si presenterà a gennaio 2013. Nel caso specifico, cosa aspetta Talete ad iniziare i lavori per l’installazione di un impianto di depurazione dell’acqua? Scelte che altre città italiane hanno compiuto da tempo.
3. Nel caso specifico sollevato dal mio ufficio, ed in attesa delle decisioni strategiche sopra indicate, i detenuti di Viterbo potrebbero chiedersi se non spetti all’amministrazione penitenziaria pagare l’acqua minerale che sono, invece, costretti ad acquistare.