ANNO 16 n° 276
Arsenico, Bruxelles bacchetta l’Italia
La Comunità europea: ''Nella Tuscia erogata acqua non potabile''

VITERBO – Continuano i richiami dell’Ue nei confronti dell’Italia per la questione arsenico nell’acqua in provincia di Viterbo. La Commissione europea ha infatti inviato una richiesta di parere motivato al Governo per aver violato gli obblighi della direttiva sulle acque potabili del 1998, in merito al superamento dei limiti per quanto riguarda i valori di arsenico e fluoruro.

Secondo questa norma europea dunque, i Paesi membri devono garantire che l’acqua potabile non sia contaminata da sostanze che possano costituire un pericolo, anche potenziale, per la salute umana. ''Per un lungo periodo di tempo l'acqua potabile, erogata in 16 zone di approvvigionamento idrico nella regione Lazio, in provincia di Viterbo, ha superato i parametri stabiliti per l'arsenico e/o il fluoruro – spiega la nota della Commissione -. Ciò può costituire un rischio per la salute umana, in particolare per i bambini di età inferiore ai 3 anni'.

Per l’Italia poi, non si tratta del primo avvertimento: già nel 2014 da Bruxelles era giunta una lettera di monito. ‘’Le autorità italiane non hanno ancora adottato gli opportuni provvedimenti e non hanno rispettato l’obbligo di informazione e di notifica ai consumatori in merito agli eventuali rischi per la salute’’ conclude il documento. Da questo momento, per il Governo ha due mesi di tempo a disposizione per rispondere, altrimenti la Commissione può aprire una procedura d’infrazione e deferire il nostro Paese alla Corte di giustizia Ue.




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