ANNO 16 n° 274
Foto precedente
Foto successiva
Aretino conquista
il pubblico di Jubilate
Cervo e Di Clemente portano in scena l'eroe poetico del Rinascimento

di Roberto Pomi

VITERBO – Pietro Aretino sbarca a Jubilate, nella sala del Conclave di palazzo papale. Lo fa attraverso la lettura e la plasticità dei volti di Gian Maria Cervo, direttore artistico di Quartieri dell’Arte e del noto attore Alessio Di Clemente.

Ieri sera un’altra interessante tappa dell’iniziativa progettata e messa in essere da Fondazione Caffeina per il Giubileo. Prima dello spettacolo il drammaturgo Cervo ha intrattenuto i presenti con una efficace introduzione sulla figura dell’Aretino e sull’importanza che il colle del duomo di Viterbo ha avuto in passato per il teatro. ''Siamo in un luogo molto importante – ha ricordato -. Qui, ancora prima del Teatro dell’Unione e del Genio, venne sviluppato un lavoro di ricerca teatrale importantissimo. E sempre qui si sono seduti lo stesso personaggi importanti come Vittoria Colonna, la più grande poetessa italiana di tutti i tempi''. Parole significative su Aretino: ''Un eroe della libertà, che rischiò anche il rogo dell’Inquisizione per la sua azione di rivendicazione della libertà d’invenzione dell’artista. Invenzione anche sui testi sacri''.

Poi il buio della sala e la magia di un linguaggio descritto da brividi. In scena ''L’umanità di Cristo'', il capolavoro sacro dell’artista rinascimentale.

La prima parte, comunemente conosciuta come La Passione di Gesù fu composta durante la cosiddetta annata trionfale del grande autore rinascimentale nel 1534. In quell'anno il poeta compose infatti anche la prima parte dei Ragionamenti, la commedia La Cortigiana e I sette Salmi de la penitenzia di David dando prova di saper alternare, con dimestichezza, nella propria opera, la trattazione di temi sacri e profani e di una grande capacità di invenzione linguistica che sarebbe stata eguagliata solo dagli elisabettiani.

Gian Maria Cervo ne ha fatto una sintesi estremamente rispettosa, limitandosi ad applicare principi drammaturgici contemporanei alla grande festa del linguaggio aretiniana. Lo spettacolo, una coproduzione tra il Festival Quartieri dell'Arte e La Dramaturgie in collaborazione con Fondazione Caffeina, è stato accompagnato da una selezione musicale di Camillo Ventola. Una delle cose meglio riuscite della serata, capace di incantare e cullare il pubblico.

Circa un’ora di viaggio tra le parole, ripercorrendo la vita di Gesù. Dalla venuta al mondo, all’interno di una grotta descritta nei minimi particoalri, alla Passione. Passando per il battesimo nel Giordano e il digiuno del deserto.




Facebook Twitter Rss