ANNO 16 n° 268
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Ares 118 compie vent’anni, due decenni al servizio della vita
Alla celebrazione del ventennale, istituzioni e operatori raccontano la crescita di un’eccellenza del Lazio, vent’anni di evoluzione e miglioramento continuo

VITERBO – Vent’anni di soccorsi, interventi e dedizione. L’Ares 118 celebra il suo ventennale e, con esso, la storia di un servizio diventato ormai un pilastro del sistema sanitario. Nata da un’intuizione brillante, oggi rappresenta un modello di efficienza e umanità, capace di unire tecnologia, esperienza e cuore.

“Siamo qui a ricordare vent’anni di crescita e sviluppo – ha detto il direttore generale, Narciso Mostarda – Il nostro approccio all’emergenza è totale: l’obiettivo è sempre dare il massimo. Gli operatori sono professionisti straordinari, veri pilastri del sistema. Purtroppo, in Italia si sottovaluta ancora il ruolo degli infermieri, ma senza di loro non potremmo fare nulla”.

(al centro, Narciso Mostarda)

Un messaggio condiviso anche dalle istituzioni. L’assessore Patrizia Notaristefano ha sottolineato come “Ares 118 sia una presenza costante e fondamentale sul territorio, un supporto indispensabile nel settore sanitario”, mentre il consigliere regionale Giulio Zelli ha ricordato che “gli investimenti fatti fin qui dimostrano la centralità del servizio, una garanzia di sicurezza in più per tutti i cittadini”.

Sul valore umano del lavoro si è soffermato il Presidente della Provincia, Alessandro Romoli “dobbiamo ammirare la profonda vocazione di chi ogni giorno indossa la divisa Ares”, e il consigliere Enrico Panunzi, che ha ribadito come “la sanità debba essere accessibile a tutti: l’Ares lavora ogni giorno per rendere questo principio concreto”.

(da sinistra, Notaristefano, Panunzi, Zelli e Romoli)

Il consigliere regionale Daniele Sabatini, infine, ha parlato con riconoscenza “L’Ares 118 è uno dei fiori all’occhiello della nostra Regione. Dietro ogni intervento c’è una famiglia unita che opera nelle difficoltà con dedizione e professionalità”.

Dal punto di vista operativo, l’evoluzione è costante: oggi ogni centrale COES conta 3 medici e 29 infermieri, e grazie alla digitalizzazione, il numero di chiamate gestite tra il 2023 e il 2024 si è dimezzato, sostituito da un sistema di ticket digitali che ha reso più rapidi gli interventi. Per il prossimo futuro Mostarda ha inoltre rivelato che, grazie ai fondi provenienti dalla regione lazio di circa 14 milioni di euro, si punterà a rinfoltire la flotta di Ares, cosi da poter avere un abbattimento dei tempi che si impiega, da quando gli operatori prendono atto di un emergenza, al loro arrivo sul campo di circa un minuto, tempo questo, che potrebbe permettere di salvare ulteriori vite.

Vent’anni dopo, Ares 118 continua a essere sinonimo di tempestività e competenza. Ma, soprattutto, di quella umanità silenziosa che, in ogni emergenza, diventa salvezza.




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