ANNO 16 n° 275
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L'inaugurazione dell'esposizione dei reperti della tomba del del delfino
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Archeologia - Esposti
i reperti etruschi
della Tomba del Delfino
Allestita una sala nel Museo della
ricerca archeologica di Vulci e Canino

VULCI - I reperti della Tomba del Delfino hanno finalmente la loro collocazione, visionabili dal pubblico presso il Museo della ricerca archeologica di Vulci a Canino, dove Venerdì primo agosto è stata inaugurata una nuova sala appositamente allestita.

Il nuovo allestimento rappresenta un ulteriore passo verso il compimento di un più vasto progetto teso alla valorizzazione della zona archeologica di Vulci, tramite il lavoro delle amministrazioni comunali di Canino e Montalto di Castro in stretta collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici dell'Etruria Meridionale.

Nel suo intervento, il Soprintendente Alfonsina Russo ha sottolineato l'importanza dei reperti esposti, evidenziando il ruolo che la tutela dei beni culturali

gioca nella valorizzazione di un territorio come quello di Vulci.

La salvaguardia del patrimonio è prerogativa indispensabile per conferire alla zona la giusta visibilità tramite la riscoperta di un'identità certa, che renda giustizia all'immenso patrimonio etrusco.

Il responsabile del Museo di Vulci Patrizia Petitti ha spiegato i criteri usati per l'allestimento della sala, che volutamente fa comprendere ai visitatori lo stato dei reperti ritrovati in un sito già saccheggiato, come nel caso della Tomba dei Delfini.

Per l'occasione è stato presentato il libro ''Guerrieri di polvere, sei anni fra gli Etruschi'' di Sergio

Paglieri, a cura dell'Associazione Culturale Luciano Bonaparte Principe di Canino.

La Dottoressa Anna Maria Conti, che dirige il Museo della

ricerca archeologica, ha sottolineato il ruolo determinante di Paglieri: dirigendo gli scavi di Vulci dal 1956 e il 1962, aveva individuato la Tomba del

Delfino, già saccheggiata dai tombaroli, mettendola al sicuro da altri saccheggi e rendendo possibile lo studio in tempi in cui sarebbe stato possibile, grazie a dei finanziamenti che all’epoca mancavano.

Paglieri, che in ''Guerrieri di polvere'' racconta la sua esperienza nel dirigere gli scavi, ricorda anche l’eccezionalità della Tomba, che insieme alla François, resta un raro esempio di tomba dipinta a Vulci.

Il Sindaco di Canino, Mauro Pucci ha dichiarato il suo entusiasmo, rinnovando l’intenzione di continuare a lavorare affinché il Museo della ricerca archeologica di Vulci ottenga la giusta visibilità. In tale direzione si

muovono le prossime iniziative in programma nel cartellone dell’Estate Caninese con l'iniziativa ''Venerdì del Museo''.




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