ANNO 16 n° 273
Approvata la legge
sul ''made in Lazio''
Agricoltura - Garantirà la tracciabilità dei prodotti agricoli e agroalimentari

VITERBO – Dall’asparago verde di Montalto di Castro e Canino alla patata dell’Alto Viterbese; dall’olio extravergine d’oliva Canino e Tuscia all’aglio rosso di Proceno; dai vini Dop e Igp prodotti in varie aree della provincia alle castagne e alle nocciole di Cimini; dai fagioli di Sutri ai pomodori della Maremma: sono alcuni degli oltre prodotti tipici e tradizionali della Tuscia Viterbese che potranno fregiarsi del marchio di qualità “made in Lazio”, istituito dalla Regione con la legge sulla tracciabilità del prodotti agricoli, promossa dall'assessore alle Politiche agricole Angela Birindelli e approvata ieri all’unanimità dall’assemblea della Pisana.

Scopo della normativa è quello di creare una filiera tutta regionale, al fine di assicurare ai consumatori l'origine e la qualità dei prodotti agricoli e agroalimentari e incentivare la valorizzazione e la promozione della cultura enogastronomica tipica del Lazio.

Nel Lazio le aziende interessate alla nuova legge sono circa 98mila (55mila iscritte alle camere di commercio), le attività sono svolte in netta prevalenza dal conduttore o dai loro familiari. La superficie agricola utilizzata è pari a 648.470 ettari a fronte di una superficie agricola totale di 925.000 ettari (dati Istat 2010).

La superficie agricola totale regionale è di 1.1723.600 ettari, quella utilizzabile (cioè la superficie investita a coltivazioni) è di 648.470 ettari, pari al 37,6% di quella totale. Gli occupati in agricoltura sono circa 200mila tra dipendenti e indotto.

L’incidenza del settore agroalimentare sul valore aggiunto totale del Lazio, dove la struttura economica è incentrata sul terziario, si attesta al 2,6%, di cui l’1,5% attribuito al settore agricolo e l’1,1% all’industria alimentare. Il fatturato medio ammonta a 2.646 milioni di Euro.

Il 24% della produzione è dato da patate e ortaggi (in particolare da pomodori e zucchine). Seguono le carni (principalmente quelle bovine, con un fatturato di 160 milioni di euro). Al terzo posto la frutta con il 12% (i kiwi sono al primo posto con 100 milioni di euro di fatturato, seguiti da uva e vino con un fatturato di quasi 40 milioni di euro). Infine il latte vaccino e bufalino, con un fatturato che sfiora i 250 milioni di euro.

Il Lazio contribuisce alla bilancia agroalimentare nazionale per circa il 6% (circa 2000 milioni di Euro) delle importazioni e per circa il 2,5% (oltre 600 milioni di euro) delle esportazioni. Il settore partecipa alla bilancia agroalimentare della regione per circa il 45% dell’import e per il 25% dell’export. La bilancia agroalimentare contribuisce alla bilancia commerciale regionale per circa il 7% dell’import e per circa il 5 % dell’export.

I prodotti regionali DOP E IGP sono 13 con un fatturato alla produzione di quasi 800 milioni, pari al 14% del totale nazionale e di circa 600 milioni al consumo, pari al 6% del totale nazionale.

A questi si aggiungono circa 300 specialità tradizionali e tipicità locali, un quinto dei quali concentrati nella Tuscia, iscritte nell’apposito registro istituito dal ministero per le Politiche agricole.

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