ANNO 16 n° 273
Appalti truccati
agli aeroporti,
a processo
Sergio Legnante

VITERBO – Saranno rinviati a giudizio con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture, falso ideologico e corruzione ed emissione di fatture per operazioni inesistenti sette persone e sette società che avrebbero pilotato alcuni appalti banditi nei piccoli aeroporti laziali per poi gonfiarne il prezzo e dividersi così i proventi illeciti.

Tra gli accusati, secondo le indagini condotte dal p.m. Mario Palazzi della Procura di Roma, c’è Sergio Legnante, ex direttore dell’aeroporto di Ciampino, competente anche per gli scali laziali di Roma Urbe, Rieti, Aquino e Viterbo.

Sergio Legnante è stato spesso nella Città dei Papi, visto che aveva la competenza sull’aeroporto civile ed era conosciuto nell’ambiente degli appassionati locali di volo. Tra i suoi compiti, anche quello di concedere il ''sedime aeroportuale'' e altre concessioni governative gestite dall’Enac.

Insieme a lui finiranno a processo anche l'ingegnere Alfonso Mele e il dipendente Renato Lolli, entrambi dell'Enac, il manager Massimiliano Mantovano e i suoi collaboratori Adriano Revelant, Luigi Guerrini e Miriam Brusca. I fatti contestati riguardano il periodo che va dal 2009 a inizio 2014 e il danno erariale calcolato ammonta a circa otto milioni di euro.

Seconda la Procura di Roma, come riporta Il Tempo, gli indagati ''Al fine di ottenere il sostanziale monopolio di tutti i lavori di manutenzione, ristrutturazione e modificazione degli aeroporti di Ciampino, Aquino, e degli altri aeroporti minori di Rieti e Viterbo alteravano le procedure di gara di appalto indette dall'Enac, gonfiando fraudolentemente i costi dei lavori eseguiti ed assicurandosi i debiti profitti da dividere assieme ai pubblici funzionari infedeli''.

Le indagini sono scattate nel 2009 con la denuncia di un dipendente Enac che aveva notato strane anomalie nell’assegnazione degli appalti.

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