

CAPRANICA - ''Quando sua madre un giorno forse si sveglierà lei pensa di esserci?''. ''Sì, anche io mi farò crioconservare''. A porre la domanda è il giornalista Francesco Vecchi, ieri mattina all'interno del programma di Canale5 'Mattino5'. A rispondere è invece Filippo Baldi, 46 anni, di Capranica, figlio di Cecilia Iubei, la donna di 86 anni, morta la scorsa primavera a Viterbo dopo essere stata colpita da un ictus nel 2006, che ha deciso di farsi ibernare in Russia. Il suo corpo è conservato a 196 gradi sotto zero nell’attesa di un futuro nel quale ''la scienza medica ci permetta di riportarla nuovamente in vita'' hanno raccontato nei giorni il figlio e la nuora, Gloria Canfora.
Ieri mattina Baldi ha tentato di spiegare le ragioni della scelta della madre. Una scelta che sarà anche la sua, stando a quanto dichiarato dal 46enne di Capranica davanti alle telecamere di Canale5. 'La speranza è che tutto questo permetta a mia madre un giorno di esserci di nuovo - spiega -. Idealmente un giorno vorremmo riesserci tutti, insieme alle generazioni successive. Noi non ci auguriamo di riportare in vita un giorno un mondo di ottuagenari perché se, come auspichiamo, ci saranno tecnologie che permetteranno di far rivivere le persone, si troverà di certo anche il modo di rigenerare i corpi''.
''C'è tutta una filosofia dietro questa pratica - aggiunge Filippo Baldi -. La crioconservazione è un'opportunità che ci viene offerta, dobbiamo farla conoscere'.
Non la pensa affatto allo stesso modo l'europarlamentare Alessandra Mussolini, anche lei intervenuta in trasmissione. L'eurodeputata bolla il tutto come 'una cosa assurda, allucinante, solo un business'', e si infervora soprattutto quando interviene in studio Filippo Polistena, referente della ''Polistena human criopreservation'' un’azienda specializzata calabrese. La stessa che ha portato Cecilia Iubei in Russia. ''Ad oggi non esiste una speranza dopo la morte - incalza -, bisogna curare le persone in vita e aiutare la ricerca, no che ti iberni come un sushi e ti risvegli che non c'è più nessuno. Se ti risvegli''.
''Io rispetto le vostre scelte - continua la Mussolini -, ma mi sembra una cosa veramente assurda, specie perché ci sono state la malattia e la morte. Non c'è un risveglio ma ci sono tanti soldi in ballo. Quanto costa questa operazione? 40mila dollari? Dica la verità, dopo 100 anni dal momento del congelamento i nipoti dei nipoti si ritroveranno un carico: 'Guarda che c’ho la mia bisnonna congelata e la dobbiamo tenere'. È una cosa di una gravità allucinante - conclude l'europarlamentare di fronte alle telecamere della rete ammiraglia Mediaset -. È un business. Perché poi questo procedimento costa da una parte 200mila euro e da un'altra 40mila euro? Uno è meno congelato dell'altro?''.