ANNO 16 n° 274
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Andrea forse stroncato da overdose
Oggi l'autopsia sul corpo del 27enne trovato morto a Perugia

PERUGIA – Forse è stata un’overdose a stroncare la vita di Andrea Mecucci, ma solo l'esito dell'autopsia, fissata per oggi, potrà stabilirlo con certezza. Ventisette anni, laureato in Giurisprudenza col sogno di diventare avvocato, il ragazzo si era trasferito da Civita Castellana a Perugia per studiare. Aveva anche trovato lavoro ma sempre lì, nel capoluogo umbro, al civico 87 di via Pinturicchio, è stato trovato senza vita mercoledì pomeriggio. A Civita Castellana, invece, da ieri aleggiano choc, sgomento e dolore. Lo conoscevano tutti Andrea e tutti ora si chiedono cosa sia accaduto in quell’appartamento a pochi passi dall’Università per Stranieri.

Per conoscere le cause del decesso del giovane bisognerà attendere i risultati dell’autopsia e degli esami tossicologici ma, secondo quanto si è appreso, prende sempre più corpo l’ipotesi dell’overdose. Accanto al corpo senza vita del giovane civitonico, infatti, riportano i quotidiani umbri, sarebbero stati trovati residui di sostanze oppiacee ora al vaglio della polizia Scientifica e a cui, al primo test, il 27enne sarebbe risultato positivo.

Sul corpo di Mecucci, tuttavia, non ci sarebbe alcun segno che potrebbe far pensare a un’iniezione rivelatasi letale e quindi, pur rimanendo sempre nel campo delle ipotesi, il ragazzo potrebbe aver sniffato o fumato la sostanza stupefacente. Per questo motivo gli investigatori stanno anche cercando di capire se si è trattato di una partita di droga tagliata male immessa sulla piazza di spaccio. Solo l’esito dell’esame autoptico, come detto, disposto dal sostituto procuratore Claudio Cicchella e in programma oggi, aiuterà a dirimere i dubbi. Verrà svolto oggi dal medico legale Laura Panata e dalla tossicologa Paola Melai che, sulla scorta dei prelievi effettuerà le dovute analisi e comparazioni.

Le indagini della polizia, nel frattempo, proseguono senza sosta. Gli inquirenti stanno ricostruendo le ultime ore di vita del ragazzo, ascoltando amici, verificando con chi abbia trascorso quella maledetta notte di martedì e i tabulati telefonici. Dalle prime informazioni raccolte si è appreso che martedì scorso Andrea è uscito in centro con un amico per poi rientrare a casa insieme anche a un vicino intorno alle due. È stata la fidanzata del 27enne, anche lei di Civita Castellana, a chiedere aiuto a quel vicino, che in precedenza abitava con Andrea in quell’appartamento. Si era preoccupata perché per tutta la mattina non era riuscita a contattare Andrea, il suo il cellulare squillava a vuoto. Riuscito quindi a entrare in casa, il vicino ha poi fatto la tragica scoperta e allertato soccorsi e forze dell’ordine: Andrea era lì, senza vita, riverso sul letto.

È una tragedia ancora tutta da capire, anche perché tutti descrivono Andrea come un ragazzo tranquillo, sempre sorridente, incensurato, studente modello e amante dello sport. Nessun’ombra o sospetto particolare sulla sua condotta, dunque, ecco perché la sua morte ha gelato l’intera cittadina. Mercoledì sera la notizia della sua morte ha fatto il giro del paese ed è rimbalzata sui social network nel giro di poche ore. Sempre sui social è stato anche lanciato un hashtag - #unricordoperandrea - per raccogliere tutti i messaggi di affetto e di cordoglio. Sono stati gli amici della Junior Volley Civita Castellana, la squadra locale di pallavolo che Andrea ha sempre tifato e che ha visto suo padre Paolo tra i primi dirigenti, a promuovere l’iniziativa che conta già innumerevoli post. Sfondo nero, a lutto, e la scritta Ciao Andrea è l’immagine di copertina della società che, come tutti i civitonici, oggi piange un ragazzo volato via troppo presto e si unisce al dolore della sua famiglia. E che vuole vederci chiaro su una morte così improvvisa e ancora apparentemente inspiegabile.

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