

Di Stefano Marini Balestra
CAPRAROLA - Lo scorso 17 novembre il dr. Tommaso Picazio, Presidente della 1° Sez.penale della Corte di Appello di Roma avanti alla cui corte pende il processo richiesto dal PM di Viterbo dr. Franco Pacifici ex lege n.130 del 23.6.17, promise che ieri 9 febbraio il dibattimento si sarebbe chiuso dopo l’ascolto dei testi, consulenti tecnici e periti.
Sin dalle h. 9,30 del mattino i difensori (avv.tti Chiodi e Stella) degli imputati Massimo Sangiorgi ed Alessandro Cuzzoli, rispettivamente ex sindaci di Ronciglione e Caprarola erano presenti in Corte di Appello a Roma ed altrettanto i difensori delle parti civili (tra i quali l’avv. Capparella) con i loro testi.
Alla stessa ora anche presente il Dr. Pacifici, delegato dal Procuratore generale di sostenere l’accusa. Ma, solo, dopo cinque ore di attesa (alle h. 14.30) il processo è stato chiamato e, dalle prime battute dette dal Presidente, si è compreso che aveva intenzione rinviare l’udienza per mancanza dei testi dell’Accusa.
Scoppiata subito la bagarre tra Presidente ed avvocati che lamentavano che i loro assistiti, anche in avanzata età erano stati costretti restare a digiuno ed in attesa nei corridoi quando un rinvio semplice poteva essere disposto e comunicato prima.
Ma non solo. Le schermaglie tra difensori degli imputati e delle parti civili con il Presidente non si sono limitate per il lamentato ritardo, ma anche sulla configurazione giuridica dei reati contestati agli imputati per i quali sarebbe intervenuta la prescrizione “ordinaria” e non quella raddoppiata per una successiva norma di legge che la prevede per i reati ambientali, ed anche sulla procedibilità dell’attuale processo in corte di Appello atteso che il proscioglimento che gli imputati ebbero dal Tribunale di Viterbo, proprio quello avverso il Procura di Viterbo ha fatto ricorso, fu emesso ex art. 129 c.p.p., cioè con una formula mediante la quale si definisce in modo tombale un procedimento penale in modo tombale. Va per la cronaca segnalata ancora un’anomalia di questo processo.
Infatti, in data 28.1.21. il sost.Procuratore generale dr. Ardigò, inviò a tutte le parti le sue Conclusioni scritte che evidenziavano una richiesta di conferma di assoluzione assunta nel giudizio di primo grado. Però, lo stesso ufficio, cui era sfuggito di aver applicato per l’accusa in Corte d’Appello il PM di Viterbo dr. Pacifici, ha poi revocato il 1.2.21 le sue conclusioni scritte.
Però, non potrà sfuggire da questo documento, (agli atti dell’attuale processo), quale sia il convincimento del PG. Non sappiamo se il PM di Viterbo, solo applicato dal medesimo PG, potrà concludere diversamente da quanto già dal suo delegante concluso.
Se ne riparlerà il prossimo 13 luglio. Quel giorno saranno chiamati a deporre i testi ammessi, poi, forse, dopo la requisitoria dell’accusa, le arringhe dei difensori e le conclusioni delle parti civili, la lettura del dispositivo, la parola fine su una vicenda processuale sorta 14 anni fa.