ANNO 16 n° 274
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Anarchica in manette a Soriano
È Anna Beniamino, compagna di Alfredo Cospito. Vasta operazione della digos: 7 arresti, 8 indagati e decine di perquisizioni tra gli ambienti della Fai

VITERBO - La digos di Viterbo, coordinata da Monia Morelli, a seguito dell'operazione della polizia di Stato ''Scripta manent'', in corso dalle prime ore dell'alba contro la Fai, Federazione anarchica informale, ha arrestato a Soriano nel Cimino una donna accusata di far parte degli anarchici della Fai. Effettuate anche decine di perquisizioni. 

Secondo le prime indiscrezioni, la donna arrestata a Soriano sarebbe Anna Beniamino, la compagna di Alfredo Cospito. Con lei in manette anche una serie di persone accusate di associazione a delinquere finalizzata al terrorismo. La Beniamino e altri, stando alle prime informazioni, avrebbero fatto anche parte del gruppo che piazzò degli ordigni in prossimità delle case dell'ex premier Romano Prodi e dell'ex sindacalista e sindaco di Bologna Sergio Cofferati, nel 2003. Alfredo Cospito, lo ricordiamo, è stato condannato per l'attentato a Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, gambizzato il 7 maggio 2012.

La digos di Torino, coordinata dal servizio centrale antiterrorismo della direzione centrale della polizia prevenzione, su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo piemontese, ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare con il contributo operativo delle digos di Pescara, Roma e Viterbo. Sono in tutto 15 gli indagati, di cui 7 arrestati e 8 indagati a piede libero.

Trentadue le persone e 29 gli immobili perquisiti. I soggetti finiti nella rete dell'operazione ''Scripta manent' sono accusati di essere i responsabili di una serie di attentati su tutto il territorio nazionale. In azione, oltre alla digos di Torino, come detto anche anche quelle di Roma, Pescara e Viterbo.

Il reato contestato alle persone coinvolte è quello di associazione con finalità di terrorismo. Sono tre gli episodi su cui si è concentrata l'attenzione degli investigatori, relativi all'esplosione di altrettanti ordigni: il primo è avvenuto nel quartiere Crocetta a Torino il 5 marzo 2007, mentre gli altri due ordigni erano stati piazzati presso la caserma allievi dei caarabinieri di Fossano il 2 giugno del 2006. In entrambi i casi le bombe sarebbero dovute esplodere a breve distanza l'una dall'altra, colpendo al cuore le forze dell'ordine.

L'operazione congiunta di diverse digos d'Italia, tra cui quella di Viterbo, sarebbe partita proprio dal procedimento penale per il ferimento di Adinolfi a carico di appartenenti al Nucleo Olga, espressione del cartello eversivo Fai. L'indagine della polizia, attraverso l'analisi di una mole incredibile quantità di documentazione ideologica, ha ricostruito pezzo per pezzo la struttura associativa e l'evoluzione internazionale della Fai.

Nell'ambito della vasta operazione, i poliziotti, con l'ausilio di unità cinofile antiesplosivo, hanno sottoposto a perquisizione oltre trenta anarchici e ventinove abitazioni dislocate in Piemonte, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Campania e Umbria. 

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