

VITERBO - Gli ambulanti della Tuscia si mobilitano per richiamare l'attenzione delle istituzioni sulle problematiche della categoria.
''Il comparto ambulante è da oltre 3 decenni senza riforme - dice il Vincenzo Cardenia membro del direttivo nazionale G.O.I.A Fenapi dirigente responsabile area centro sud - Abbiamo presentato agli amministratori dello Stato un pacchetto di riforme che comprendono fisco, previdenza sociale, burocrazia e sindacati''.
La Goia Fenapi Lazio aderisce alla manifestazione nazionale che si terrà domenica 18 settembre a Torino. Da Viterbo partirà un pullman per raggiungere la città Piemontese.

''Il 18 settembre ci ritroveremo a Torino per richiamare l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica sulle necessità della nostra categoria e delle piccole imprese in generale - spiega il presidente di Goia Fenapi Giancarlo Nardozzi - è impensabile che in un momento così critico, con bollette triplicate e inflazione ai massimi storici, il dibattito politico continui a rimanere insofferente davanti alle richieste di duecento mila imprese che non chiedono altro di essere trattate come le piccole realtà delle altre nazioni europee''.
''Come se non fossero bastati due anni di pandemia e la guerra in Ucraina - prosegue - a mettere in ginocchio il sistema dei mercati italiani, il nostro principale nemico continua ad essere l’eccesso di burocrazia con comuni - alcuni anche grandi - che abusano della loro autonomia amministrativa reinventando e reinterpretando leggi a loro uso e consumo, tra rincari ingiustificati, messa a bando dei nostri posti di lavoro e spostamenti per favorire l’amico di turno''.
''Oggi più che mai - conclude il presidente - abbiamo bisogno di una riforma di settore che garantisca alle imprese forti semplificazioni fiscali e amministrative, pagare meno ma pagare tutti, più tutele, parlo dell’inclusione nei lavori usuranti, di un fondo per le calamità naturali, di una previdenza sociale che ci veda anche come persone e non solo come voci di cassa, e regole nazionali uguali per tutti che comuni o sindacati deviati non possano più calpestare''.