

VITERBO - Luisa Ciambella ha incontrato nei giorni scorsi Antonella Scolamiero per sottopporre al commissario prefettizio ''il quadro dei nuovi progetti di impianti fotovoltaici nel territorio comunale di Viterbo, che sommati a quelli autorizzati dal 2020 porteranno a circa 600 ettari la superficie totale di terreni a destinazione agricola occupata nel territorio comunale di Viterbo dalle rinnovabili industriali00. Dopo queli di Cipollaretta (100 ettari al confine con Tucania), Rinaldone (70 ettari), Pian di Giorgio (93 ettari) e altri relativamente più piccoli, si parla ora di quattro nuovi progetti: uno in Strada Camorelle (70 ettari), uno tra Grotte e Celleno (130 ettari), uno tra Viterbo e Montefiascone (in località Spessa e Pozzitella, 66 ettari) e uno vicino al carcere di Mammagialla (10 ettari).
L’ex consigliere che da tempo chiede una pianificazione a monte degli impianti fotovoltaici ed eolici, a tutela del paesaggio e dell'agricoltura, aveva anticipato la richiesta di un incontro con il commissario nei giorni scorsi, con questa motivazione: ''Scolamiero – disse Ciambella - conosce benissimo il nostro territorio, non ha certo bisogno di mie segnalazioni, ma rispetto agli anni in cui ha ricoperto il ruolo di prefetto, seppure recenti, la Tuscia ha subìto una vera e propria trasformazione a causa della grande quantità di progetti per le rinnovabili autorizzati dalla Regione''.
Tre le questioni sottoposte da Ciambella al commissario prefettizio. La prima, per l’appunto, riguarda la necessità non più rinviabile da parte del Comune della stesura del piano vincolistico per l’individuazione delle aree non idonee all’installazione di progetti per le rinnovabili. ''Esattamente come previsto dall’ordine del giorno approvato su mia proposta l’aprile dell’anno scorso dal consiglio comunale, impegno mai attuato dall’amministrazione Arena''. La seconda richiesta, invece, è che ''il Comune nel formulare il proprio parere sui singoli progetti in sede di conferenza dei servizi, tenga in considerazione l’impatto cumulativo degli stessi sul territorio, e quindi la presenza di numerosi progetti simili già autorizzati e gli altri in itinere''. Infine, che il Comune ponga particolare attenzione alle opere di compensazione. ''Perché se è vero che il loro calcolo è previsto dalla legge, è anche vero che alcuni Comuni della provincia sono riusciti a strappare condizioni migliori nel confronto con le società proponenti. Anche per questo il mio ordine del giorno proponeva che il Comune si affidasse alla consulenza di un esperto del settore, che fosse di ausilio agli uffici che spesso si trovano a confrontarsi con uno stuolo di avvocati e tecnici che rappresentano le società proponenti''.
Ciambella sottolinea di non avere nulla contro le energie rinnovabili: ''Anzi solo il futuro. Ce lo dice l’Europa. Ma l’Europa ci dice anche di azzerare il consumo di suolo invece la provincia di Viterbo, sta facendo l’esatto contrario come dimostrano le classifiche annuali prodotte da Ispra. A chi parla di sindrome di Nimby (acronimo in inglese di: 'non nel mio giardino') o di neoluddismio, riferendosi a una mia presunta contrarietà a priori verso le rinnovabili o l'innovazione, dico solo che Viterbo e la Tuscia hanno già raggiunto e superato gli obiettivi che gli erano stati assegnati dal Pniec per quanto riguarda la produzione di energia 'green'. La Tucia è la provincia che ha dato più di tutte. Il suolo non è un risorsa rinnovabile. Sfruttiamo invece i tetti dei capannoni, le aree industriali, le discariche dismesse'.