

TARQUINIA - Ammontano a poco più di 700mila euro i danni provocati lo scorso febbraio dall'alluvione che ha interessato la zona di Tarquinia, Monte Romano e Vetralla. Danni, causati da calamità, per i quali la Regione Lazio ha proposto al ministero dell'Agricoltura il riconoscimento dell'eccezionalità.
Nelle giornate del 13, 14 e 19 febbraio, infatti, la zona è stata investita da precipitazioni non ''eccezionali dal punto di vista delle quantità, ma fuori dall’ordinarietà per quanto riguarda l’intensità in relazione al tempo'' come si legge nelle relazione allegata alla delibera della Regione.

I numeri fanno impressione: nella sola giornata del 14 febbraio in tre ore (dalla mezzanotte alle 3) a Tarquinia, in località Poggio Nebbia, sono caduti 38,8 millimetri di pioggia, 23,4 in località Portaccia. Nello stesso giorno, dalla mezzanotte alle 6, a Vetralla, in località Marchionato, i millimetri di pioggia sono stati 30,8, nell'arco della giornata a Montebello nel territorio di Tuscania 72,40, in località Puntoni a Blera 31,90.
''Tale intensità, correlata allo stato di saturazione dei terreni, dovuta alle precedenti precipitazioni - si legge ancora nella relazione - ha posto le condizioni per il raggiungimento dello stato di criticità delle zone interessate.
Il tutto aggravato, dalla ridotta sezione idraulica delle principali aste fluviali della zona interessata (fiume Marta, fiume Mignone e loro principali affluenti) che non ha consentito di ricevere in sicurezza le precipitazioni avvenute nelle giornate indiziate''.
La Regione Lazio ha riconosciuto nel comune di Tarquinia danni per 657.787,34 euro, in quello di Monte Romano per 41.236,30 e in quello di Vetralla per
9.030 euro.