

Riceviamo e pubblichiamo
L'Allocco è un abitante dei boschi ad alto fusto, nidifica nelle nicchie di grossi tronchi o nelle crepe di ruderi. Si nutre in prevalenza di roditori, grossi insetti, anfibi e piccoli uccelli. Può colonizzare anche parchi urbani se non disturbati dall'attività umana. Cosa ci faccia a Canino, nel centro del paese, a detta di molti tenendo un atteggiamento aggressivo nei confronti delle persone, rimane un mistero. Possono essere fatte supposizioni, per esempio che l'animale o gli animali (sembra trattasi di una coppia), siano abituati alla presenza umana. Si può supporre che possano essere scappati a chi li deteneva (supponiamo anche del tutto illegalmente), magari che siano cresciuti in cattività, forse presi da piccoli. Possiamo presumere che chi li deteneva, se ne sia liberato ed a fatica gli Allocchi stiano riprendendo confidenza con la vita selvatica. Solo ipotesi ovviamente ma in genere, quando si riscontra un atteggiamento anomalo di un animale, è quasi sempre la mano improvvida dell'uomo ad essere intervenuta in modo insensato. Ciò che se ne ricava dalle segnalazioni di alcuni abitanti di Canino, dalle testimonianze, dalle voci di paese, dai sentito dire alle esperienze dirette, è che l'enfasi e l'esagerazione troppo spesso prende il sopravvento sulla ragione. Tutto ciò, se viene alimentato da servizi giornalistici che, per creare sensazionalismo ricamano storie fantastiche facendo leva sul campanilismo (il nostro Allocco è il più grande ed il più cattivo), il quadro della situazione si compone pericolosamente. In questo fermento, in questo brodo di coltura, si sviluppano, crescono e proliferano fenomeni primordiali. I “Rambo fai-da-te” tirano fuori gli “schioppi” e qualche fenomeno più fenomeno di altri, prova a fare giustizia per tutti, a difesa dei compaesani e contro la “mala bestia” che, non ce lo dimentichiamo, è anche, secondo stupide ed ottuse superstizioni, portatrice di sventura e cattiva sorte.....
Il sindaco di Canino ha tenuto sull'argomento un atteggiamento consono auspicando buon senso e scoraggiando inutili allarmismi. Sollecitiamo le forze dell'ordine, il Corpo Forestale e tutte le persone di buona volontà a scongiurare la possibilità che qualche esaltato, oltre che mettere in pericolo la sopravvivenza di questi meravigliosi animali, trasformi le piazze e le vie del paese in una sorta di nuovo far-west.
Il delegato della Sezione LIPU di Viterbo
Enzo Calevi