ANNO 16 n° 273
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Alla scoperta di Sepino, l'antico borgo molisano gemellato con Bolsena
Il sindaco Di Sorte: 'Una collaborazione significativa: scambio continuo di visitatori'

BOLSENA - Saepinum: un nome forse evocativo, dal suono antico, che calza perfettamente sul sito archeologico che oggi raccoglie numerose costruzioni. Il borgo che deriva da questo antico complesso è una perla molisana in provincia di Campobasso, gemellata con la nostra Bolsena dal 1995: il patto di amicizia tra le due cittadine è stato rinnovato nel 2020 con l’amministrazione Dottarelli, ma l’attuale sindaco Andrea Di Sorte è ancora entusiasta di questa riuscita alleanza.

La radice delle buone relazioni tra Bolsena e il comune di Sepino è nel culto religioso di Santa Cristina, sentito con profondità di fede da entrambe le realtà. A Sepino sorge una basilica dedicata alla patrona: si stima che la sua realizzazione sia anteriore al 1241. Al suo interno sono conservati due dipinti raffiguranti la santa, oltre che un’icona di San Nicola di Bari.

Dal fondo della chiesa si accede inoltre a una suggestiva cripta dall’aspetto delicato, ma mai tanto morigerato da non poter accogliere una statua di Santa Cristina. Si tratta di un’opera in legno, abbracciata da una tunica bianca fiorita e con la mano sinistra protesa a sorreggere Sepino, mentre nella destra sostiene una freccia e una fronda di palma. Un contrasto a dir poco avvincente con la preziosità della Cappella del Tesoro, che accoglie i visitatori tramite un portone: è un elemento architettonico seicentesco, figlio delle tendenze barocche e terreno di maestosi rifacimenti successivi.

“Loro, a Sepino, come noi – ha spiegato Andrea Di Sorte, sindaco di Bolsena - hanno i Misteri di Santa Cristina ma in maniera diversa: sono fissi. Sono visitabili tutto l’anno, sono nella cripta della basilica. Si tratta di una collaborazione per noi significativa: c’è uno scambio continuo di visitatori con loro. Vengono a Bolsena in diversi periodi dell’anno, a volte in gite organizzate”.

Di Sorte ha inoltre manifestato il suo interesse e la sua volontà per la costante valorizzazione del legame con il Molise: “Abbiamo con loro una tradizione: in questi giorni stiamo avviando anche con Campobasso dei rapporti di amicizia. Anche loro sono molto devoti al Corpus Domini”. Sul momento della celebrazione della festa patronale a Sepino, ha invece aggiunto: “il paese si trasforma e si riempie. Ci sono persone che fanno suonare delle botti con una canna di bambù: lo strumento si chiama bufù e ha un rumore molto particolare”.

Sepino, nota anche per il suo parco archeologico, è ben rappresentata dal suo sindaco, Paolo Pasquale D’Anello, che ha sottolineato la riconoscenza reciproca con Bolsena: “Siamo stati a Bolsena anche noi, abbiamo restituito la visita ed è stato davvero bellissimo, quindi siamo stati bene”.

La carica comunale ha fornito una spiegazione dettagliata delle celebrazioni in onore della patrona: “Il 9 e il 10 gennaio è la festa di Santa Cristina più civile: il primo giorno c’è una cerimonia, nel corso della quale il sindaco dona alla patrona oro, incenso e mirra da parte dei Re Magi, in analogia a quanto è accaduto per il Natale. Il 10 gennaio, invece, ha luogo la processione con la statua e la gente che partecipa numerosissima. La nostra patrona viene anche celebrata la prima domenica di maggio, sempre in processione, ma poi il 24 luglio è il giorno di Santa Cristina, quindi la ricorrenza più squisitamente religiosa. A ottobre si fa sempre una processione con Santa Cristina e, nelle varie contrade del centro abitato, si porta in quest’occasione la nostra patrona in spalla”.

Sul sito dell’antica Saepinum, il sindaco ha dichiarato: “È un parco sicuramente da visitare. È stato istituito nel giugno 2022 e il direttore del parco (Enrico Rinaldi, ndr) è stato nominato nel 2023. Ha cambiato letteralmente e radicalmente il modo di gestire la zona archeologica: ci sono tantissimi visitatori, ben contenti di pagare il biglietto di ingresso che è stato istituito. La zona è ben curata, gestita da persone competenti. Il parco comprende adesso la zona sannita di Terravecchia e il parco di San Pietro in Cantoni, dedicato alla dea Mefite, la dea dei Sanniti. Ora il sito ha modo di essere conosciuto e visitato da tutti, cosa che prima non accadeva: il fatto è molto importante non solo per Sepino, ma anche per il Molise. Credo che appena dopo Pompei sia il parco archeologico più visitato del Centro-Sud”.

La conservazione delle mura in pietra, tratto distintivo della Saepinum romana, è ancora presente nell’assetto del borgo di oggi, molto più vicino alla Tuscia di quanto si possa pensare. La promozione culturale, segno di progresso e avvicinamento, è quanto di più auspicabile possibile anche per i comuni di Bolsena e Sepino, che godono di un’intesa portata avanti con orgoglio: a parlarsi sono il Lazio e il Molise, terre madri di comunità accoglienti e tradizioni secolari.




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