ANNO 16 n° 275
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Alla Leopoldina un'abbuffata di idee
Il primo giorno dell'evento dei renziani: ospiti, amministratori e gente comune

VITERBO - A guardarla da quassù, dal soppalco della sala Gatti, questa Leopolda sembra un locale. Una di quelle trattorie moderne che vanno per la maggiore: arredamento essenziale, tavoli grandi per socializzare meglio, alle pareti pochi slogan e qualche immagine di rockstar famose come Mick Jagger e Papa Francesco. Eccoci qua, benvenuti alla Leopolda, dove si serve cibo per l’anima, si cerca di sfornare idee, si pasteggia sorseggiando dibattito, e alla fine il conto neanche si paga. Dall’omonima stazione fiorentina, e dall’evento politico e culturale inventato quattro anni fa da Matteo Renzi, ecco questa tappa viterbese. Che della Leopolda originale, oltre a prendere il nome e la formula, beneficia anche di uno stile informale – camice e maglioni, zero cravatte – e tutto sommato giovanile. Quelli del comitato per Renzi ce l’hanno messa tutta, e a vederli adesso, Piergiorgio e Martina e Giorgia e Alessandro e tutti gli altri, ne è valsa la pena.

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