ANNO 16 n° 273
Foto precedente
Alberi mutilati in strada Terme
Mascioli: danno erariale e culturale, manca un regolamento del verde

di Fabio Tornatore

VITERBO - Orribili monconi, un paesaggio grottesco, quello che si osserva in strada Terme, a Viterbo, dove, lunedì scorso, per la manutenzione degli alberi sono state effettuate potature estreme. Alberi ridotti a tronchi con rami mutilati della chioma indispensabile per il loro benessere e per quello dei cittadini. Il Comune di Viterbo declina le responsabilità, visto che la strada è provinciale, ma non è previsto nessun divieto a Viterbo per questa pratica criticata da gran parte del mondo agroforestale e fortemente sconsigliata da un decreto ministeriale (DM 10 marzo 2020); mentre comuni più lungimiranti hanno adottato un regolamento del verde, trattando gli alberi come servizi ecosistemici da difendere e da cui trarre ricchezza, a Viterbo ancora si praticano capitozzature e tagli di alberi.

La mancata regolamentazione di alcuni settori, infatti, lasciando al 'buon senso' dei cittadini, e delle amministrazioni, la gestione e l'organizzazione, non sempre dà i frutti migliori che ci possiamo aspettare. La gestione regolamentata del verde, pubblico e privato, la manutenzione, la piantumazione e l'abbattimento degli alberi, la rendicontazione ai cittadini, con un bilancio arboreo che registri la presenza, la qualità e lo stato di salute degli ecosistemi cittadini, sono garantiti solo se regolati da norme certe; strumenti che a Viterbo non ci sono o sono parziali.

'Gli alberi vivono grazie alla fotosintesi' spiega il dottore forestale Carlo Mascioli, di Viterbo, che da anni collabora con l'associazione Italia Nostra 'con questi tagli estremi muoiono di fame e hanno una forte debilitazione. Possono essere attaccati da agenti patogeni sul punto di taglio e alle radici, causando funghi e carie del legno. Inoltre l'albero, come reazione comincia a produrre velocemente nuovi rami, che però sono molto deboli. Se tra trent'anni l'albero cade, o cadono i rami, poi non ci possiamo stupire'.

La capitozzatura è un metodo di potatura che consiste nel tagliare i rami molto vicino al tronco. E' facile, può farlo anche personale poco qualificato, veloce, e permette di non potare più per diversi anni.

'Il danno prodotto è impoertante' continua Carlo Mascioli 'innanzi tutto perchè l'albero non fà più l'albero, non produce più ossigeno, non abbassa più la temperatura, non fa ombra e non trattiene le polveri sottili. Comuni come Civita Castellana, Civitavecchia, o lo stesso comune di Roma, hanno un regolamento del verde che vieta le capitozzature, hanno capito che sono un valore per la comunità. Ci sono comuni che considerano gli alberi come servizi ecosistemici, che abbassano la temperatura, permettendo per esempio d'estate di risparmiare sui condizionatori, che monetizzano il servizio offerto dagli alberi. Per cui il danno erariale prodotto c'è. Inoltre, se l'albero si indebolisce per continue pratiche di capitozzatura, cade magari tra trent'anni, la colpa non è di nessuno. L'albero non tornerà più come prima, ma per una ricrescita completa comunque ci vorranno almeno 5 anni'.

Pini tagliati qualche anno fà a Porta Romana e a piazzale Gramsci, capitozzature, tre alberi dovranno essere tagliati per far spazio a parcheggi a viale Trento. La cultura del verde pare essere ancora distante da Viterbo. 




Facebook Twitter Rss