ANNO 16 n° 275
Al via la riforma
del distretto ceramico
di Civita Castellana

VITERBO - Distretto industriale ceramico di Civita Castellana: si cambia. Gli otto comuni che lo compongono, infatti, hanno elaborato un nuovo statuto e redatto un manifesto con il quale si impegnano, per la prima volta, a unire gli sforzi per affrontare la devastante crisi economica che, negli ultimi dieci hanno ha completamente distrutto il comparto delle stoviglierie e sta facendo altrettanto con quello dei sanitari.

Finora i comuni (Castel Sant'Elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese e Nepi in provincia di Viterbo, Sant'Oreste in provincia di Roma), si sono mossi in ordine sparso. Ma d'ora in poi sono decisi a marciare uniti.

Il distretto è stato istituito con legge regionale nel 2001, ma finora è di fatto rimasto sulla carta. Ecco perché il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli, parlando dell'iniziativa, lo definisce ''nascendo distretto industriale''. E aggiunge che i comuni avrebbero dovuto unirsi ''già 10 o 20 anni fa'.

Alla fine del 2011, il consiglio regionale aveva riconosciuto lo stato di crisi. E non poteva essere altrimenti: 54 aziende su 70 hanno attivato le procedure per la cassa integrazione; su 3.000 dipendenti 716 sono in cassa integrazione ordinaria, 589 in cassa integrazione straordinaria, 163 in deroga, 101 in straordinaria per fallimento, 202 in contratto di solidarietà, 457 in mobilità. Inoltre, 640 lavoratori precari sono stati espulsi.

'Abbiamo redatto il manifesto e lo statuto del nascendo distretto industriale - spiega Angelelli - che sottoporremo, insieme agli altri 7 comuni, alle realtà produttive locali. Potremo così provare a ripartire insieme. Il distretto industriale - aggiunge - esiste nella legge regionale, ma nei fatti non abbiamo mai creato una entità che lo rappresenti''.

''Nello statuto che abbiamo elaborato - dice ancora il sindaco di Civita Castellana - i comuni non conservano alcun controllo di maggioranza, anzi è il mondo delle imprese, il tessuto vivo della società che lo guida. Penso che anche il presidente, che dovrà essere nominato dall'assemblea, debba venire da quelle realtà. La prima cosa da fare - conclude - è un investimento nella rete, che che ci faccia conoscere nel mondo per ciò che siamo: il distretto industriale che produce la migliore eccellenza igienico sanitaria a livello internazionale'.




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