

Una donna, una mistica nel chiuso della sua stanza assapora e testimonia il piacere della ribellione, l’infinitezza del desiderio, la voluttà del sacrificio, il colore della solitudine.
Un amore nei confronti di un uomo, un amore nei confronti del divino: un parallelismo che si protrae durante lo spettacolo. Sotto i nostri occhi si dispiega, attraverso questo personaggio femminile, un universo a sé, coinvolgente e impervio, fragile e duro, ossessivo e malinconico. Il percorso mistico verso l’Amato non conosce né tregua né riposo, è un amore impaziente, smisurato, ossessivo, esuberante, ostinato, che si dà senza risparmio. L’oniricità che percorre il lavoro fluisce spontaneamente grazie anche alle suggestioni derivate dalla documentazione su monachesimo e santità femminile. Il viaggio della protagonista non si arresta, alla morte, ma la ingloba e la oltrepassa. E’ chiamata a varcare l’aldilà per congiungersi all’Amato, ma è proprio qui, alle soglie del mistero, che tutto si riapre, tutto si discute, tutto si reinventa in un gioco sottile, dove l’incontro con l’Altro coincide soprattutto con l’incontro con il proprio desiderio impaziente.
Lo spettacolo è stato vincitore del Bando I TEATRI DEL SACRO