

VITERBO - In attesa che sia “Fiore del Cielo” a sfilare per le vie del centro di Viterbo, ad aprire i festeggiamenti in onore della patrona Santa Rosa sono stati i minifacchini del Pilastro, che hanno portato a spalla la Minimacchina dell’omonimo quartiere.
Ispirandosi completamente al campanile progettato nel 1895 da Virginio Papini, che prevede una struttura alta più di sette metri e dal peso di quattro quintali e mezzo, per la Minimacchina del Pilastro si è trattato del 42° trasporto. Un trasporto particolare, perché se verranno trovati i fondi necessari, circa 25mila euro, per il 2013 si pensa di far sfilare una nuova Macchina.
I festeggiamenti del quartiere, però, sono iniziati già nel pomeriggio, quando i piccoli facchini hanno attraversato le vie del Pilastro, marciando al ritmo dell’Inno dei “colleghi” più anziani, prima di giungere alla basilica di Santa Rosa, dove hanno reso omaggio alla piccola Patrona, visitando l’urna che ne custodisce il corpo. Una volta celebrata la messa, i facchini hanno ripreso a sfilare per la via del Corso Italia fino ad arrivare in Piazza dei Caduti, dove hanno depositato, alla presenza delle autorità civili della città, una corona al Sacrario dei caduti.
Dopo il tradizionale ritiro per la merenda, alle ore 20, facchini, guide e genitori hanno ricevuto dal vescovo Lino Fumagalli la benedizione, mentre alle 21, al grido “sotto col ciuffo e fermi!”,è iniziato il 42° trasporto, accompagnato da un lungo applauso della folla, con la Minimacchina che è partita alla volta dell’usuale percorso, lungo via Rossi Danielli, via Cristofori, via Caparozzi, largo A. Volta e viale Bruno Buozzi.
Il trasporto è stato dedicato alla memoria della dottoressa Giuliana Bernardini prematuramente scomparsa, mentre le classiche girate in largo Alessandro Volta sono state effettuate in onore di Stefano Buzzi papà del presidente onorario del Comitato dei festeggiamenti del Pilastro, Luigi Maria.