ANNO 16 n° 160
Al Museo della Ceramica della Tuscia la prima grande antologica dedicata ad Alfonso Talotta
Dal 18 giugno al 20 settembre in mostra venticinque anni di ricerca artistica tra scultura, ceramica e sperimentazione. Esposizione di 25 opere

 

VITERBO – Il Museo della Ceramica della Tuscia ospiterà, dal 18 giugno al 20 settembre 2026, la prima mostra antologica interamente dedicata alle opere in ceramica di Alfonso Talotta, uno dei protagonisti più significativi della scena artistica viterbese contemporanea. L'inaugurazione è prevista per giovedì 18 giugno alle ore 17.30 negli spazi espositivi di via Cavour 67.

Intitolata “La concreta bellezza. Immagine e realtà”, la rassegna propone un viaggio attraverso venticinque anni di ricerca artistica, dal 1999 al 2024, offrendo al pubblico l'opportunità di ripercorrere l'evoluzione del linguaggio espressivo dell'artista attraverso una selezione di venticinque opere in ceramica, una per ogni anno preso in esame.

La mostra, curata dal critico e studioso Gianni Garrera, mette in luce il rapporto costante tra immagine, materia e realtà che ha caratterizzato l'intero percorso creativo di Talotta. Un cammino artistico segnato da una forte coerenza espressiva ma anche da continue trasformazioni, testimonianza di una ricerca sempre aperta alla sperimentazione e all'approfondimento del rapporto tra forma, colore e concetto.

Il percorso espositivo prende avvio dal “Dittico” del 1999, la più antica opera presente in mostra, per arrivare ai lavori del ciclo “Pitture scolpite” realizzati nel 2024. Accanto alle sculture da parete e alle opere su piedistallo, sarà presente anche un'importante installazione composta da tre opere della serie “Tracce” del 2018, che richiamano uno dei momenti più significativi della ricerca dell'artista.

Le impronte di pneumatico impresse sulla terracotta rimandano infatti ai celebri “Tracciati urbani” realizzati tra il 1979 e il 1980, quando Talotta utilizzava gli pneumatici delle automobili come strumenti pittorici, lasciando sulla tela segni e tracce trasformati in linguaggio artistico.

La relazione tra Talotta e il mondo della ceramica affonda le radici alla fine degli anni Novanta. La sua prima esposizione dedicata a questo linguaggio risale infatti al 1999 presso la Galleria Liba di Pontedera. Nel 2000 l'artista espose per la prima volta al Museo della Ceramica della Tuscia, tornando successivamente nel 2003, anno in cui partecipò anche alla prestigiosa mostra “La forma tra continuità e innovazione” al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.

Proprio il MIC di Faenza, nel 2022, ha riconosciuto il valore della sua ricerca conferendogli un importante riconoscimento insieme ad altri artisti distintisi per l'originalità e la contemporaneità delle loro opere ceramiche.

Ad arricchire ulteriormente l'esposizione sarà il contributo curatoriale di Gianni Garrera, filologo musicale, drammaturgo, traduttore e docente di Estetica Teatrale, che nel testo critico intitolato “La bellezza tutelare” accompagna il visitatore alla scoperta delle diverse fasi creative attraversate dall'artista.

La mostra è realizzata grazie al contributo della Fondazione Carivit e gode del patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo e del Comune di Viterbo, confermando il valore culturale di un evento che rappresenta un'importante occasione per conoscere da vicino una delle esperienze artistiche più significative del territorio.




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