ANNO 16 n° 275
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Al battesimo dei Moderati e riformisti
''Questo č il Partito
della nazione''

di Andrea Arena

VITERBO – C’è il mondo, qui dentro. E non importa che sia sabato mattina – palpebra pesante, digestione lenta, mente libera -, perché quando il partito chiama la gente risponde. Ora, non è che si stia parlando proprio di un partito, ma di un movimento, quello dei Moderati e riformisti che dopo aver mosso i primi passi in occasione delle ultime elezioni provinciali (tre consiglieri eletti: un successone) oggi si struttura e si organizza. Il passaggio formale, cioè la registrazione notarile, è già stata fatta: presidente Leonardo Michelini, tesoriere Marco Ciorba. Per le altre cariche ci sarà tempo.

Grande albergo della frazione, posti in piedi in paradiso: c’è Peppino Fioroni – che abita a due passi – a fare gli onori di casa, e a sparare bordate pesanti: ‘’Questa è un’operazione necessaria in un Paese in cui si va a votare sempre meno e nel quale il Governo si regge con meno del venti per cento dei voti degli aventi diritto. La percezione ormai è quella che con la politica non si cambia più niente, e questo dà la stura ai movimenti populisti o al vuoto pneumatico della destra di Salvini. Perciò bisogna impegnarsi, allargare il consenso, veicolare certi valori. Si riparte anche così, dai Comuni, dal territorio, liberi dai forti e forti delle idee. Il Pd? Oggi ci sono due partiti, uno alla Leopolda e uno con la sinistra. Qui c’è gente che ci vuole mettere la faccia ma che non vuole essere schiavo di una certa vecchia politica, di certi sistemi antichi. Perciò dico: ben venga il Partito della nazione’’.

Messaggi nazionali, quelli di Fioroni, indirizzati al premieri Renzi, della serie noi moderati possiamo essere fondamentali negli assetti del futuro. Ma anche messaggi locali, all’anacronistica gestione del Pd della Tuscia, affidato ai trinariciuti, con Egidi segretario ufficiali e Panunzi segretario ombra. Senza di loro, senza i Moderati e riformisti, alle prossime elezioni amministrative sarà difficile uscire vincitori nella ventina di Comuni al voto.

Dentro sono in 150. Dalla sinistra più mancina (per esempio Paolo Moricoli, che presto potrebbe dare vita nel consiglio comunale del capoluogo al primo gruppo ufficiale della lista) alla destra più destra, tipo Filippo Rossi. Che se la prende con chi – Gianmaria Santucci – per esempio aveva bollato questa cosa come ‘’pornografia politica’’. Il caffeinomane risponde a tono, e mandate a dormire i bambini: ‘’Evidentemente Santucci si masturba pensando a noi’’. Che goduria. Ma ci sono anche tanti amministratori ed ex del territorio: dal sindaco di Bassano in Teverina Romoli (sulla spalla ha una scimmia con le sembianze del collega di Bagnoregio Bigiotti) ai Tofani e alle Saraconi. E ancora: Petroni (ex sindaco di Sutri), Faggiani (ex di Villa San Giovanni) a Corsetti (ex assessore provinciale). E di più: Brachetti Regino da Tuscania, per dire, e sento profumo di Dc. Tra gli oltre cento membri del direttivo, in effetti, c’è un po’ di tutto.

Dal palco, Michelini garantisce: ‘’Non facciamo concorrenza al Pd, ma da amministratore locale dico che bisogna che il Pd faccia’’. E Luisa Ciambella, vicesindaco di Viterbo: ‘’Il Pd è il mio partito ma non può essere autosufficiente. C’è bisogno del contributo civico, a livello di contenuti e di allargamento del consenso. Questo può essere il vero Partito della nazione. Il modello Viterbo, la grande festa di oggi, può essere un esempio’’. In attesa che questi messaggi pervengano al presidente del consiglio, saranno comunque già arrivati a chi di dovere sul territorio. Tipo a Canepina.




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