ANNO 16 n° 267
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Agrivoltaico nel Viterbese, verso un nuovo equilibrio
Leader nel Lazio per energia rinnovabile, ma servono soluzioni per tutelare l’agricoltura, e il territorio

VITERBO - Si è tenuto presso l'Aula Magna dell’Università della Tuscia a Viterbo il Convegno Nazionale sull’agrivoltaico, dedicato all'uso sostenibile del territorio e allo sviluppo integrato. Tra i partecipanti, rappresentanti del CREA, CONAF, Coldiretti, membri delle commissioni parlamentari e referenti regionali.

Il rettore Stefano Bertini ha aperto i lavori spiegando l’importanza strategica dell’energia rinnovabile per il futuro “Mi occupo di energie e sistemi energetici da ormai 25 anni, questo tema va affrontato per le opportunità che offre, a 360 gradi. È importante la scelta dell'energia e le strategie per attuarla”, mentre il professor Danilo Monarca ha presentato il progetto “Acronomo Diverso”, volto a formare laureati in Scienze Agrarie “Dobbiamo prepararci a trovare soluzioni innovative per sfamare 10 miliardi di persone previste per il 2050, questa è la sfida dei nostri laureati per il futuro”.

Dal 4 giugno 2024, imprenditori e aziende agricole possono accedere al Bonus Agrivoltaico, un finanziamento con una dotazione complessiva di 1,1 miliardi di euro che copre fino al 40% delle spese ammissibili. L'agrivoltaico rappresenta una soluzione innovativa per integrare coltivazioni agricole e produzione di energia pulita, contribuendo alla tutela del territorio e alla valorizzazione del paesaggio.

Maria Beatrice Ranucci di Coldiretti ha lanciato un monito “Il fotovoltaico a terra minaccia la nostra agricoltura. È necessario trovare un equilibrio tra innovazione energetica e tutela delle coltivazioni”.

(Da sinistra Gabriella Rago, Maria Bearice Ranucci, Massimiliano nanni)

Luigi Palestini, Dirigente dell’Area Transizione Energetica, ha riportato come sia positivo che la provincia di Viterbo guidi il Lazio nella produzione di energia rinnovabile, con un 76% di impianti nel 2023. “È un traguardo importante, ma significa anche la presenza di tante strutture sul territorio, soprattutto verso la costa, e questo sta creando problemi all’agricoltura locale. Per fortuna, nel 2024 siamo scesi al 60%, un dato che lascia ben sperare per un maggiore equilibrio. Le regole parlano chiaro: bisogna stare sopra il 50%, e Viterbo è decisamente oltre questa soglia.

Gabriella Rago ha infine posto l’accento sull'importanza di valutazioni ambientali accurate “Troppo spesso gli studi di impatto sono carenti o riciclati da progetti precedenti, rallentando lo sviluppo. L’agrivoltaico è una risorsa preziosa, ma va sfruttato in modo corretto attraverso analisi approfondite”.




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