ANNO 16 n° 274
Aggredì sindaco Cellere, patteggia 2 anni e 2 mesi
Il legale di Leandro Peroni ''Non soddisfatto per la pena inflitta''

CELLERE – “Una storia che conferma la pericolosità di certe persone, lasciando però l’amaro in bocca per una giustizia molto poco giusta”. Queste le parole di Leandro Peroni, per dieci anni primo cittadino di Cellere, che tra i tanti episodi piacevoli e i successi ottenuti, ha dovuto affrontare un bruttissimo momento che ha visto protagonista il suo vice sindaco, terrorizzato a malmenato per 4 ore. La stessa persona ha poi aggredito lo stesso ex sindaco e oggi la giustizia ha tirato le somme di un comportamento tanto violento e irresponsabile. La denuncia che ne è scaturita è stata discussa oggi in Camera di consiglio e il risultato è stato un’aggiunta di 6 mesi alla condanna precedente.

I dettagli sono spiegati dall’avvocato Roberto Fava, legale di Peroni: “Preciso fin da subito che l’Italia ha il codice penale più indulgente del mondo, e se esistono i paradisi fiscali questo è un paradiso giudiziario, per i delinquenti ovvio. Nell’atto di sequestro il responsabile ha optato per il patteggiamento, e per la sua azione violenta è stato condannato a 1 anno e 8 mesi. Una pena decisamente bassa che diventa irrisoria se si pensa che l’azione contro Peroni non è stata giudicata a parte, ma è stata considerata come proseguimento del primo atto penalmente rilevabile”. In pratica, se una persona compie due omicidi distinti riceve due condanne, ma se uccide due persone da cui ottenere l’eredità l’atto penale viene considerato solo uno, pur con possibili aggravanti.

“Il difensore ha così chiesto e ottenuto il patteggiamento e una pena ulteriore di 3 mesi. Una cosa assurda, che ha portato il mio cliente a chiedermi il deposito di una memoria difensiva – prosegue il legale - che è stata presa in considerazione dal giudice, considerando non congrua la prima pena. Tutto questo però ha portato all’ulteriore applicazione di 6 mesi di pena, mentre il conteggio poteva essere molto più alto. Ovviamente il mio cliente procederà civilmente per un risarcimento danni, ma questa non è certamente giustizia e il problema sono i presupposti che tutto questo permettono!”.

Peroni si mostra chiaramente soddisfatto dal riconoscimento dell’atto violento subito, ma non può esserlo per la pena inflitta, in totale solo 2 anni e 2 mesi per un’azione che ha messo in subbuglio l’intero paesino maremmano, stravolgendone la normale attività amministrativa, in giorni già resi difficili dalla pesante nevicata del 2012. “Voglio ancora credere nella giustizia – conclude Peroni – ma ora ho decisamente l’amaro in bocca per una serie di espedienti legali che non danno soddisfazione alle vittime e sono solo dalla parte dei carnefici”.

 




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