

VITERBO - Raggiunto il traguardo delle ventimila ore di volo operative in Afghanistan dagli elicotteri italiani della task force Fenice.
Si tratta di 21 elicotteri dell'Aviazione dell'Esercito divisi in tre linee di volo: i CH-47 - 'Chinook', gli NH90 e gli A129 - 'Mangusta' provenienti dal 1° reggimento Antares di stanza a Viterbo.
Dal 2006 ad oggi gli elicotteri italiani hanno movimentato oltre 60mila militari e 5.500 tonnellate di materiali ''dimostrando di fatto - spiegano al comando del contingente - la versatilità e l'utilità di questi assetti aerei nello svolgimento delle diverse tipologie di missione necessarie in questa area''.
Tra l'altro, i 21 velivoli forniscono una ''irrinunciabile cornice di sicurezza per il personale del contingente multinazionale che svolge operazioni sul terreno in Afghanistan''.
Dal 29 gennaio scorso, il generale Luigi Francavilla ha assunto il comando dell'Aves di Viterbo, in sostituzione del generale Giangiacomo Calligaris, deceduto nell'incidente di volo avvenuto la settimana precedente, nel quale ha perso la vita anche il tenente pilota Paolo Lozzi di Montefiascone.
I due erano a bordo di un elicottero Ab 206 e stavano eseguendo un volo d'addestramento tattico quando, tra Tuscania a Monte Romano, il velivolo ha urtato i cavi della media tensione dell'Enel, schiantandosi al suolo in una zona particolarmente impervia.
Sull'incidente che è costato la vita ai due ufficiali sono in corso due inchieste: una della procura della Repubblica di Viterbo, nel quale sono stati ipotizzati i reati di disastro aviario e di omicidio colposo, la seconda dell'Esercito.
Attualmente è corso la perizia tecnica disposta dalla procura viterbese sui rottomi dell'elicottero.