

VITERBO - Tre deroghe che autorizzano l’assunzione di tre psichiatri, due dei quali destinati al dipartimento di salute mentale e uno per il dipartimento di neuropsichiatria infantile; tre psicologi per il dipartimento di salute mentale; uno psichiatra con contratto di ventitre mesi con scadenza ad agosto 2012 che è stato prolungato di un anno; due infermieri con contratto di ventitre mesi, con scadenza ad aprile 2012 che è stato prolungato per un anno; un assistente sociale con contratto part time a tempo determinato di diciotto ore settimanali di ventitre mesi che è stato prorogato di un anno.
Sono questi i risultati ottenuti dall’Afesopsit, Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia, che ieri (20 marzo) ha incontrato i vertici della Regione Lazio per discutere le proposte che da mesi l’associazione ha presentato alla Presidente della Regione e Commissario ad acta per la Sanità Renata Polverini in difesa dei servizi pubblici territoriali fondamentali per garantire il diritto alla salute e all’assistenza.
Per il Centro diurno San Giuseppe di Acquapendente, inoltre, è stato dichiarato l’impegno del direttore generale della Asl di Viterbo Adolfo Pipino ad incontrare il sindaco del Comune capofila di Montefiascone, distretto uno, per risolvere positivamente il destino della struttura e delle persone che la frequentano, delle famiglie e degli operatori.
''Molto positivo è il fatto che si sia riusciti ad essere ascoltati e a dialogare con le istituzione - ha dichiarato il presidente dell’Afesopsit, Vito Ferrante -. Quello che si è ottenuto è però solo una parte delle richieste contenute nel documento predisposto dall’Afesopsit e scaturite da una conoscenza diretta del territorio''.
Il documento contenente le richieste dell’associazione tiene conto della reale situazione di criticità nella quale versano il Dipartimento di neuropsichiatria infantile, il Sert, l’Unità operativa semplice interdistrettuale disabile adulto, Dipartimento di salute mentale e il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura.
Altro fattore positivo emerso dalla riunione è stata la particolare attenzione prestata ai PAI, progetti assistenziali individuali, dove saranno le famiglie - è stato assicurato - ad essere al centro di tali progetti.