


VITERBO - Si è spento nelle prime ore di questo 26 dicembre, nel silenzio di una mattina di festa, Giuseppe Rescifina. Per tutti era semplicemente Pippo, un nome che racchiudeva l'affetto e la stima di un intero territorio che lo aveva adottato oltre trent'anni fa.
Siciliano d'origine ma viterbese d'elezione, Rescifina ha rappresentato per decenni un punto di riferimento imprescindibile per la cultura e l'informazione locale. La sua era una scrittura d'altri tempi: elegante, colta, capace di scavare nei fatti con la precisione del cronista e la sensibilità dell'umanista.
Nella sua lunga carriera ha collaborato con le più importanti testate nazionali, tra cui il Corriere della Sera, portando sempre con sé il rigore professionale e quella curiosità intellettuale che lo ha reso unico.
Non solo giornalista, ma anche raffinato autore teatrale e saggista. La sua passione per la Divina Commedia lo aveva portato a pubblicare opere significative come 'Dante e la Tuscia', in cui esplorava i legami profondi tra il Sommo Poeta e i luoghi del viterbese, arrivando a ipotizzare che la celebre 'selva oscura' potesse trovarsi proprio tra i Monti Cimini.
Sul palco, Pippo sapeva incantare il pubblico con pieces teatrali come 'Dante, che inferno' e 'Audience', oltre a ideare progetti culturali di spessore come 'Incanti d'Italia'.
Con la sua scomparsa, la Tuscia perde non solo un giornalista, ma una memoria storica e un custode della bellezza del territorio. Lascia la moglie Simonetta e il figlio Giancarlo, ai quali si stringe l'intera comunità di Viterbo e tutti i colleghi che in questi anni hanno avuto l'onore di lavorare al suo fianco.
Pippo resterà per sempre nei suoi scritti, nelle sue ricerche e nel ricordo di chi, leggendo le sue cronache, ha imparato ad amare un po' di più questa terra.
Alla famiglia di Giuseppe Rescifina giungano le più sentite condoglianze da parte della nostra redazione e dall'amico Silvano D'Ascanio.