ANNO 16 n° 272
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Active, prossima tappa di un sogno
L'Arzignano arriva a Viterbo. Ceppi: ''Alimento coraggio, non paura''

di Francesca Cuccuini

VITERBO - Se fosse un film sarebbe ''La grande Bellezza''. Perche' la squadra di Ceppi, effettivamente, ha mostrato quanto bello può essere uno sport poco seguito nel viterbese. Perche' come in ogni disciplina se si alza il livello, di conseguenza anche l'attenzione del pubblico aumenta. Ma se si alza il sipario dell'Active Network si scopre che dietro questa semifinale c'e' molto di più. C'e' un percorso costante e vincente che ha portato i viterbesi del calcio a 5 a scalare serie, tagliare traguardi e far gioire il tifo.

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L'allenatore, David Ceppi, se lo ricorda l'inizio: ''Con il pubblico sarebbe stato ancora più straordinario perche' ci sarebbe stato il pienone. Per me, per noi: siamo una squadra relativamente giovane. Tre anni fa abbiamo iniziato in serie B facendo una rapida escalation per l'A1''. Dall'altra parte, al Palacus, c'e' un avversario piuttosto ostico come l'Arzignano. Ma anche il Ciampino non era una passeggiata, eppure, in quel di Roma l'esultanza dell'Active ha emozionato chiunque.

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Si riparte dall'esplosione di gioia: dal frame della montagna umana fatta di giocatori: ''Incontriamo una squadra dal blasone importante che ha fatto l'A1 e che quest'anno ha sfiorato la promozione diretta: questo ci impone un rispetto. Questo e' il punto più alto che abbiamo raggiunto e se ci fosse stato il pubblico sarebbe stata la giusta occasione per far vedere quanto e' spettacolare questo sport perche' Viterbo ancora non lo sa bene: non ha una cultura del calcio a 5. Manca da tanti anni e sarebbe bella riportarla''.

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Si riparte anche dalla serenità mista a concentrazione che ha scandito la rifinitura di ieri mattina: ''Il rischio che si facciano prendere dall'entusiasmo c'e' sempre perche' non siamo abituati a giocare questo tipo di partite. Però noi abbiamo dalla nostra parte la serenità proprio perche' abbiamo toccato risultati che vanno oltre le nostre più rosee aspettative. Non abbiamo pressioni da parte della società e se dovessimo uscire dopo questa semifinale noi festeggeremo lo stesso''.

''Preferisco alimentare il coraggio, non la paura'', ha ammesso David Ceppi, regista di questo bel film a cui manca un finale. Che, a prescindere da quando verrà scritto, sarà comunque positivo. 

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