ANNO 16 n° 273
Active, gara da ripetere con il Polistena
Il giudice sportivo applica il regolamento. Ma non considera la Pandemia

VITERBO - “Sono gli organi di giustizia sportivi gli unici preposti ad adottare ogni decisione in merito sulla base del referto arbitrale. Ci tengo a sottolineare che la condotta dei miei giocatori e di tutti i miei tesserati al seguito della squadra è stata sempre irreprensibile e nessuna responsabilità potrà essere agli stessi ascrivibile. Per tale motivo, laddove la presente diffida non dovesse sortire gli effetti sperati e far cessare quella che è una vera e propria campagna diffamatoria, sarò costretto ad attivarmi nelle sedi opportune per la tutela dei diritti e dell’immagine dell’Active Network Futsal e di tutte le sue componenti”, queste le parole del presidente dell'Active Network Futsal diffuse ieri tramite un comunicato.

Parole che arrivano in contemporanea alla decisione del Giudice Sportivo che, oltre le varie ammende e squalifiche ai danni di vari tesserati del Polistena, ha scelto la ripetizione della gara, a porte chiuse, dopo la sospensione dovuta al fatto che l'arbitro, durante il secondo tempo, ha ricevuto ripetuti sputi provenienti dalla tribuna. Una decisione che potrebbe, in parte, sminuire il comportamento dell'arbitro la cui reazione, nella nota, viene indicata come errata: ''La guida pratica A.I.A., annessa al regolamento di gioco del calcio a 5, prevede alla regola 5 che, in caso di sopravvenuto impedimento di uno dei due arbitri (art. 16), la gara prosegua con la direzione di un solo arbitro. Tale adempimento, finalizzato a portare a termine comunque l'incontro in assenza di particolari fattori esterni che ne condizionano la prosecuzione, non è stato posto in essere, ne, da quanto emerge dal referto arbitrale, neppure preso in considerazione dall'arbitro numero uno. Ne consegue pertanto che la sospensione definitiva dell'incontro appare immotivata e non in linea con le vigenti disposizioni regolamentari''.

Un regolamento che, però, non tiene conto del periodo di Pandemia che l'Italia e il resto del mondo sta affrontando: periodo in cui uno sputo supera l'inciviltà del gesto diventando possibile veicolo di contagio. E non tiene conto neanche della lampante mancanza della mascherina che altrimenti conterrebbe l'emissione di saliva: altra palese infrazione ma non menzionata. Una decisione che ha forse deluso le aspettative, sminuendo un gesto che andrebbe condannato in ogni caso. I ragazzi di mister Ceppi sono costretti, con questa decisione, a salire nuovamente sul pullman per percorrere gli 800 Km che li separano dalla trasferta dove troveranno un clima certamente particolare preannunciato da commenti sopra le righe che tifosi e tesserati hanno affidato ai social.




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