ANNO 16 n° 275
Acquedotti Tuscia
i migliori del Lazio
Perdono ''solo'' il 12% dell'acqua; la media regionale č superiore al 40%

VITERBO - Incredibile ma vero: gli acquedotti della Tuscia, nonostante le difficoltà della Talete, la società a intero capitale pubblico incaricata della gestione del ciclo delle acque, sono i meno colabrodo del Lazio e tra i meno perforati d’Italia. In media, infatti, disperdono ''solo'' il 12% dell’acqua che distribuiscono. Il dato è ancora più significativo se si tiene conto che il Lazio è tra le regioni con la maggior dispersione d’Italia.

La maglia nera spetta a Latina dove, tra rotture, buchi, connessioni malfunzionanti, collettori in tilt, le perdite tra la fonte e i rubinetti superano il 55%. Seguono Rieti a quota 54 e poi Frosinone con il 48%. Tutte abbondantemente sopra la media nazionale, che si attesta intorno al 40%. In provincia di Roma la perdita di rete è del 25% circa.

I dati sono stati diffusi da Legambiente Lazio nell’ultimo dossier ''Ecosistema Urbano'' e scaturiscono dal rapporto tra l’acqua immessa in rete e quella effettivamente consumata, cioè passata attraverso i contatori delle varie società che gestiscono l’approvvigionamento idrico nel Lazio. Oltretutto, laddove si spreca meno acqua, aumentano i consumi pro capite e quindi le società di gestione incassano di più. A Viterbo, ad esempio, il consumo medio giornaliero per ogni abitante e di 226 litri, mentre a Latina si aggira intorno ai 159.

La minor dispersione, almeno in teoria, dovrebbe comportare anche una minor perdita amministrativa. Se il gestore immette 1000 litri in acquedotto, a Latina ne vengono fatturati e quindi pagati, 450. A Viterbo, invece, l’incasso dovrebbe arrivare intorno all’88%. Il dato puramente statistico, tuttavia, non tiene conto delle bollette non pagate, delle famiglie esentate e dei cronici ritardi degli enti pubblici, che, in vari casi, sono in arretrato per cifre fino a sei zeri.

Mentre i buchi degli acquedotti attendono di essere chiusi, prosegue la raccolta delle firme da parte dei movimenti per l’acqua pubblica a sostegno di una proposta di legge regionale che blindi il risultato dei due referendum del 2011 contro la “privatizzazione” dell’acqua.

Finora sono state raccolte oltre la metà delle 50mila firme necessarie e c’è tempo fino al prossimo 16 settembre per raggiungere il traguardo. Alla petizione possono aderire solo i residenti del Lazio. Si può firmare negli uffici per la relazione con il pubblico dei municipi di Roma, negli uffici comunali di Viterbo e Rieti e negli altri punti di raccolta indicati su www.referendumacqualazio.it. Se il tour de force finale dovesse avere successo, i promotori entro il 30 settembre depositeranno la proposta di legge e le firme alla Pisana.

Qualora l’obiettivo delle 50mila firme non venisse raggiunto, i coordinamenti e i movimenti per l’acqua pubblica hanno allo studio altre iniziative.




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