


ACQUAPENDENTE – Studenti, esperti e rappresentanti delle aree protette della Tuscia a confronto sui cambiamenti climatici. Si è svolta il 25 settembre, presso la Biblioteca Comunale di Acquapendente, una tavola rotonda dedicata alla crisi climatica, alla quale hanno partecipato gli studenti delle classi terze e quarte della scuola secondaria di secondo grado dell’Istituto Omnicomprensivo Leonardo da Vinci.
All’incontro hanno preso parte anche il personale della Riserva Naturale Monte Rufeno e del Parco Marturanum, insieme a Vincenzo Ferrara, scienziato specializzato in fisica dell’atmosfera e meteorologia e autore di numerose pubblicazioni, intervenuto in rappresentanza di Slow Food.
L’iniziativa rientra nel programma del FESPAR 2026 – Festival della Sostenibilità e del Paesaggio Rurale e della Scarpinata a Monte Rufeno, giunta quest’anno alla sua 42ª edizione. Un’occasione pensata per coinvolgere soprattutto le giovani generazioni nell’approfondimento di una delle principali sfide ambientali del nostro tempo.
Sempre presso la Biblioteca comunale è inoltre possibile visitare la mostra “Clima: tempo di agire!”, allestita dal 18 settembre. Curata da Roberto Papi, l’esposizione è stata realizzata dal Parco Marturanum in collaborazione con la Riserva Naturale di Monte Rufeno.
La mostra affronta il tema della crisi climatica attraverso un percorso dedicato alle sue cause, agli impatti e alle possibili soluzioni per favorire la necessaria transizione ecologica. Tra gli aspetti approfonditi figura anche l’impatto del riscaldamento globale sulla flora e sulla fauna: dai cambiamenti nei cicli migratori degli uccelli alle alterazioni del letargo di diverse specie di mammiferi, fino alle difficoltà che animali e piante incontrano nell’adattarsi alla rapidità dei mutamenti ambientali.

«Ringrazio le scuole e tutti coloro che hanno partecipato a questo importante incontro – ha dichiarato Glauco Clementucci, assessore all’Ambiente del Comune di Acquapendente – nell’ambito di un appuntamento a cui teniamo molto come il FESPAR e ovviamente la Scarpinata a Monte Rufeno».
L’assessore ha quindi sottolineato le conseguenze della crisi climatica, evidenziando come si tratti di una questione che interessa tanto la tutela della biodiversità quanto la vita delle persone e gli equilibri economici e sociali.
«La crisi climatica sta creando conseguenze evidenti e drammatiche ovunque e che riguardano tutti, capaci di mettere a rischio la vita umana e la biodiversità, oltre a provocare eventi estremi e problemi di natura economica e sociale», ha aggiunto Clementucci.
Un ruolo importante, in questo scenario, è affidato anche alle aree protette, considerate dall’amministrazione comunale veri e propri laboratori di sostenibilità, capaci di promuovere comportamenti e azioni concrete che possono essere adottati quotidianamente.
«Le aree protette come le riserve naturali rappresentano fondamentali laboratori di sostenibilità, in grado di promuovere semplici azioni che ognuno di noi, partendo dal nostro piccolo, può mettere in pratica per contribuire al benessere del pianeta», ha concluso l’assessore.
