

VITERBO - E' subito fallita la trattativa con la cordata di imprenditori romani interessata a rilevare la gestione del Grand Hotel Salus – Pianeta Benessere, chiuso dal 24 aprile scorso, dopo lo sfratto per morosità dei precedenti gestori.
A far fare marcia indietro al gruppo romano, secondo quanto si è appreso , sarebbero stati i lavori di ristrutturazione dell’immobile e, soprattutto, la quantità di acqua termale a disposizione, ritenuta insufficiente per le esigenze del complesso.
Le varie soluzioni prospettate dalla proprietà per risolvere quest’ultimo problema non sarebbero state ritenute percorribili dagli acquirenti, che hanno fatto marcia indietro ancor prima che l’ufficiale giudiziario apponesse i sigilli allo stabilimento termale e restituisse le chiavi ai proprietari.
E proprio da questi ultimi arriva un Sos sul futuro del Pianeta Benessere: “Se davvero l’impianto ristesse chiuso per tutta l’estate – dicono -, sarebbe una sciagura, in quando andrebbe in fumo la stagione estiva, che è al più remunerativa dal punto di vista economico”. E non è ancora tutto. “Una volta che i clienti vecchi o nuovi vengono a sapere che l’impianto è chiuso – aggiungono -, si rivolgono ad altre strutture e, molto probabilmente, sono definitivamente persi. Chiunque dovesse rilevare Pianeta Benessere – concludono – dovrebbe ricominciare daccapo. E in un momento di crisi acuta qual è l’attuale, non sarà impresa facile”.
Per quanto riguarda la loro personale situazione, gli ormai ex dipendenti sono in attesa da un lato dell’apertura della procedura per ottenere gli ammortizzatori sociali e dall’altra di ricevere gli stipendi arretrati dalla società di gestione estromessa. “Ci è stato assicurato – dicono – che almeno gli arretrati li dovremmo ricevere entro pochi giorni. Staremo a vedere…”.
Intanto, la Gestervit, la società che attualmente detiene il 100% della proprietà, che ha tra i principali soci la curia vescovile di Terni, sta per avviare i lavori di ristrutturazione del complesso Termale. Nel frattempo, caduta la pista romana, sta cercando un altro possibile gestore. Il socio di riferimento, Franco Governatori, spera di riuscire ad individuarlo in breve tempo e, quindi, di riuscire a riaprire i battenti entro l’estate. Ma l’impresa appare ardua. Anche perché il problema della carenza di acqua termale che ha fatto fare dietrofront alla cordata romana è tutt’altro che semplice da risolvere.