ANNO 16 n° 274
Acqua pubblica, Mazzoli firma proposta di legge
Il deputato Pd: ''Il servizio idrico deve tornare in mano al pubblico''

''Il servizio idrico deve tornare in mano al pubblico''. Dopo l’esito dei referendum del 2011, in Parlamento verrà discussa una legge di iniziativa popolare che definisce i principi con cui deve essere gestito il patrimonio idrico nazionale e il governo pubblico del ciclo integrato dell’acqua. Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, è tra i firmatari della proposta per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Il testo è stato depositato la settimana scorsa ed è il risultato della condivisione dell’attività del Forum dell’acqua pubblica e di alcune forze politiche presenti in Parlamento.

''La proposta di legge – spiega Mazzoli – ribadisce che l’acqua è un bene comune e l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano essenziale. Si tratta di una risorsa rinnovabile da tutelare anche per le generazioni future e non deve essere usata secondo logiche di mercato. Il principio ispiratore è che la gestione del servizio deve essere priva di rilevanza economica e sottratta ai principi della libera concorrenza, poiché persegue finalità sociali e ambientali di pubblico interesse''.

La legge affida alle Regioni il compito di redigere il Piano di tutela delle acque e la scelta del modello gestionale del servizio idrico integrato. Le funzioni di controllo sono affidate a una Autorità nazionale di vigilanza sulle risorse idriche. ''La gestione e l’erogazione del servizio idrico integrato - aggiunge il deputato del Pd - non possono essere separate e vengono affidate esclusivamente a enti di diritto pubblico. Inoltre, si definiscono le modalità della fase di transizione verso la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico, stabilendo la decadenza degli affidamenti in essere in concessione a terzi, e definendo i tempi e i vincoli per la trasformazione degli affidamenti in essere attraverso società a capitale misto pubblico-privato o attraverso società a totale capitale pubblico''.

Le risorse saranno reperite da riduzioni di spesa pubblica in ambito nazionale e attraverso la lotta all’evasione fiscale. E’ possibile anche prevedere intese con la Cassa Depositi e prestiti per accompagnare i programmi di investimento mirati alla riqualificazione delle infrastrutture e delle reti idriche.




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