


VITERBO - Confronto in tv tra utenti e vertici della Talete ieri mattina nel corso della puntata del programma ''Mi manda Rai tre''. Si è parlato di bollette salate, presunti errori di fatturazione e altri problemi del sistema idrico della provincia spesso al centro delle cronache locali, ma di cui di recente si stanno occupando anche media nazionali, come il quotidiano web Tpi, la trasmissione di Rete 4 ''Fuori dal coro'' e adesso quella Rai da sempre in prima fila nella difesa dei diritti dei consumatori. Collegati da via Saffi, sotto la sede della Provincia che è anche il luogo in cui si svolgono le riunioni dei sindaci dell'Ato, utenti arrabbiati con Talete, con tanto di bollette in mano. Dalla sede di Talete, invece, è apparso Salvatore Genova, che ha detto: ''Sono amministratore della società da appena due mesi e comunque mi sono sentito in dovere di accettare il vostro invito. Il nostro primo obiettivo è fare chiarezza''.

''L’ultima bolletta che ho ricevuto aveva un importo di 800 euro - ha raccontato un anziano - ma in casa siamo solo due persone. Come è possibile?''. Talete avrebbe poi riconosciuto l’errore: ''Infatti – ha aggiunto l’uomo - c’erano 300 scatti in più rispetto a quello che misurava il contatore''.

Lo scorso dicembre lo stesso utente si era visto recapitare invece una bolletta di 2.071 euro. ''Dalle fatture non si riesce a capire quali siano i consumi effettivi. Di certo io non ho una piscina in casa. Il cittadino deve essere messo nelle condizioni di capire l’intervallo di consumo tra una lettura presunta o effettiva e l’altra. Invece c’è solo il dato iniziale o quello finale. C’è una mancanza di trasparenza e di congruità''.

Una donna ha mostrato invece una bolletta di più di 700 euro: ''Ma anche noi in casa siamo solo in due. Neanche con l’acqua aperta tutto il giorno si spiega una somma simile. Ho provato in molti casi a contattare gli uffici, sia tramite call center che via mail, ma non ho ricevuto una risposta''. Una di queste fatture, viene fatto notare in diretta, si riferirebbe inoltre al contatore di un altro numero civico.

''Emettiamo 500.000 fatture l’anno, ragioniamo sul fatto che 'chi lavora sbaglia' e quindi è anche possibile commettere errori'', ha spiegato dal canto suo l'amministratore unico di Talete, Salvatore Genova. ''Nel 2020 – ha proseguito - sono stati effettuati circa 16.000 ricalcoli pari a circa il 3% delle fatture emesse. I ricalcoli non sono errori ma rettifiche di fatturazione a fronte per esempio di emissioni in acconto. Talete è subentrata nella gestione del servizio idrico integrato nel 2006, ma non tutti i comuni sono passati immediatamente. Questo sta a significare che prendiamo in carico una situazione che non abbiamo costruito”. Gli errori, secondo Talete, possono essere dovuti a malfunzionamenti del contatore, ma gli utenti possono chiedere le verifiche e i contatori essere messi sotto banco di prova. Oppure, gli errori ''possono essere figli di allacci abusivi, o dipendere dalle letture stimate sui contatori posizionati all’interno degli immobili, e quindi di impossibili rilevazioni da parte dei letturisti''.
QUI LA VERSIONE INTEGRALE DELL’INTERVENTO DI SALVATORE GENOVA

Tra gli intervistati anche il vicepresidente del Comitato G.a.s. (Genitori ambiente e salute), l’avvocato Riccardo Catini: ''Come comitato di cittadini abbiamo chiesto un ricalcolo di queste bollette, che sono altissime. Una campagna resa possibile grazie all’intervento e al supporto della consigliera comunale Luisa Ciambella''. L’esponente dem era presente sul posto, anche se non è apparsa in collegamento: ''Insieme ai cittadini che chiedono un servizio idrico efficiente e bollette eque, e non di essere sottoposti a continui salassi'', ha commentato su Facebook.

Sempre secondo quanto affermatto da Catini, nelle bollette sarebbero presenti alcuni ''vulnus''. ''Da qui l’idea di impostare un modulo per un reclamo. Qualcosa di completamente gratuito per chi vuole aderire. Uno strumento previsto dalla carta dei servizi della Talete. Abbiamo preparato un semplice modulo da inviare per mail con le singole contestazioni già elencate in esso''. Otto in tutto: ''Per esempio – dice Catini – nelle bollette non c’è una grafica che permetta con facilità la lettura della fattura o delle partite pregresse''.
Si è parlato anche del tema arsenico. A introdurlo la giornalista di Tpi Veronica di Benedetto Montaccini, autrice dell’inchiesta ''Acqua amara'', spiegando che se le bollette nel Viterbese sono molto alte è anche a causa dei costi di manutenzione degli impianti di dearsenificaizone. ''Impianti che dovevano essere una soluzione temporanea, perché l’obiettivo era quello di arrivare alla miscelazione delle acque''.
Genova ha sottolineato che Talete non ha la getione dell'acqua di tutti i comuni della Tuscia. E ha aggiunto che in quei comuni gestiti dalla società di via Romiti i valori di arsenico sono nella norma.
Sugli aumenti di recente approvati dalla conferenza dei sindaci, contrari i primi cittadini di Blera, Bomarzo e Civita Castellana, è intervenuto invece il rappresentante del Codacons, Vicenzo Rienzi. ''Si parla di un aumento in bolletta di 9 euro l’anno per una famiglia media di 4 persone, ma se si analizza il documento approvato sembrerebbe che a questi 9 euro si debbano aggiungere altre voci come i costi di morosità superiori e l’adeguamento del deposito cauzionale per generare liquidità. Stiamo verificando tutte le carte''.