ANNO 16 n° 275
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Achille, il lupo della Tuscia emoziona il web
Un milione di visualizzazioni per l'animale zoppo e il suo branco

ACQUAPENDENTE - (a.v.)  Non è tratta da una favola di Esopo né da un lungometraggio della Walt Disney. Ma è una storia vera. Vera come solo la vita può essere. Spietata e crudele ma allo stesso tempo dolce e poetica. Ed è ambientata proprio qui, nella Tuscia. In un luogo dove Madre natura ha conservato i suoi gioielli più belli, come dentro uno scrigno. Tutto questo a nord est del territorio di Acquapendente, nei 3000 ettari della Riserva naturale di Monte Rufeno.

È la storia di Achille, così è stato ribattezzato dal personale della riserva, un lupo rimasto zoppo dopo il tentativo di un bracconiere di catturarlo con una tagliola, e del suo branco, che non lo ha mai abbandonato ad un destino che sembrava scritto, aiutandolo a sopravvivere fino ad oggi.

E c'è un video che racconta tutto questo, rilasciato dalla Riserva di Monte Rufeno: una bomba virale su Facebook con più di un milione di visualizzazioni e 12 mila condivisioni, ripreso anche dal sito di Repubblica, che hanno fatto di questo lupo, fortunato nella malasorte, un beniamino del web.

''In queste immagini - scrive su Facebook Giuseppe Festa, scrittore,documentarista per la Rai e autore del montaggio - si può osservare come il suo branco non lo abbia abbandonato, nonostante Achille non possa più cacciare e cammini con difficoltà.

I suoi compagni cacciano per lui e durante gli spostamenti procedono lentamente, aspettandolo di continuo. Ringrazio la Riserva naturale del Monte Rufeno per avermi autorizzato a montare e a diffondere questi filmati inediti che restituiscono un'immagine diversa dallo stereotipo del branco. Vivere da lupi significa soprattutto collaborazione, fedeltà reciproca e, come insegnano i compagni di Achille, aiuto per chi è in difficoltà''.

E a Viterbonews24 racconta: ''Mi trovavo nella riserva a metà agosto, al Museo del Fiore, per presentare il mio libro 'La luna dei lupi'. Mi hanno mostrato le immagini di Achille e dei suoi 'compagni'. Quando ho visto i filmati sono rimasto senza parole: avevo letto di un caso simile in Nord America ma guardarlo con i miei occhi è stato davvero emozionante. Il successo del video me lo aspettavo: grazie ai social e alle pagine di divulgazione scientifica sono arrivati dei contatti persino dalla Russia''.

 ''Il lupo - prosegue lo scrittore  - è un animale con un fascino ancestrale, che spaventa, con cui gli uomini sono in conflitto da sempre, ma che è indissolubilmente legato a noi. C'è molta cattiva informazione a riguardo: sono 150 anni che non si registrano casi di attacchi da parte di questi animali e gli ultimi che ci sono stati, nell'ottocento, provenivano da esemplari affetti da rabbia. Ciò nonostante, ancora oggi in Italia, ne vengono uccisi dai bracconieri circa 300 ogni anno''.

''Aiutare Achille - continua Festa - per il personale della riserva era quasi impossibile: troppo grande l'area per pensare di catturarlo con lacci e sensori per prestargli le adeguate cure veterinarie. La zampa rotta si era ormai calcificata. Ci ha pensato però il suo branco, una parola che nel linguaggio comune ha sempre un accezione negativa, a non lasciarlo solo.

Questo - conclude -, oltre ad essere rilevante a livello scientifico è anche un insegnamento che questi animali, senza antropofizzarli ma i fatti parlano chiaro, possono trasmetterci''.

Charles Darwin scriveva che non è la specie più forte e nemmeno la più intelligente che sopravvive, ma quella che si adatta di più al cambiamento. E i lupi di Monte Rufeno, che ululano alla luna insieme ad Achille, ne sono la conferma.




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